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venerdì 12 febbraio 2016

Invito a partecipare all’assemblea referendaria No Triv

Domenica prossima, 14 Febbraio, si terrà a Roma, presso la sala del Parco delle Energie, v. Prenestina 175 (ingresso attiguo al Csoa Ex Snia), la seconda assemblea a carattere nazionale, organizzata dai comitati aderenti al Coordinamento nazionale No Triv e da rappresentanze di 200 associazioni, per affrontare in modo quanto più sinergico ed efficace possibile l’imminente campagna referendaria.

Il percorso inedito, che per la prima volta ha portato la Corte Costituzionale a consentire che il popolo italiano possa esprimersi sulla materia strategica delle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi, è stato di certo molto travagliato. La compagine del governo Renzi, in continuità coi precedenti esecutivi dei “non eletti”, ha fatto carte false pur di evitare la celebrazione di un referendum fondato su ben 6 quesiti pienamente ammessi dalla Corte di Cassazione a fine Novembre scorso, imponendo stralci, assorbimenti, stravolgimenti, ratificati nella legge di Stabilità.

È a tutti evidente che rinunziare alla “strategicità, indifferibilità ed urgenza” - asse inderogabile per il governo delle lobbies che dall’autunno 2014 imponeva lo Sblocca Italia -  lasciando la sola “pubblica utilità”, la dice lunga sul rapporto tra lotte territoriali, acutizzazione degli effetti dell’attuale crisi finanziaria, abbassamento vertiginoso del costo del barile.

Gli scenari di guerra che abbracciano in modo estensivo e pervasivo i vasti territori del vicino e medio Oriente, i paesi del Nord Africa, le ondate di violenza suicida/omicida che attraversano le stesse metropoli europee, chiamano i movimenti e le forze politiche e sindacali sinceramente democratiche a misurarsi con i rapidi e radicali cambiamenti geopolitici, in un momento di grave crisi di civiltà, dove paradigmi e tentazioni autoritarie e razziste si affacciano con prepotenza e si fronteggiano con chi lotta per difendere diritto al reddito, al lavoro, alla casa, all’istruzione, chiedendo più welfare e partecipazione diretta.

Chiediamo agli organi di informazione espressione delle lotte condotte dal basso , alle associazioni sindacali di base, ai collettivi, ai centri sociali, di fare propria la battaglia per portare al voto il 50% più uno degli elettori italiani su una materia che incide sulla possibilità di ridefinire  una Strategia Energetica Nazionale all’altezza dei bisogni effettivi, fondata su forme applicative delle rinnovabili pulite decentrate, diffuse, compartecipate.

Per affermare la logica e la pratica del valore d’uso; per consentire ed incrementare l’irruzione dei saperi e delle masse nel salotto buono dei petrolieri e dei loro tanti lacchè; per contribuire a fermare la distruzione del Welfare e la tendenza alla guerra; per attrezzarci a battere le “riforme” costituzionali imposte da Boschi/Renzi/Verdini in occasione del referendum istituzionale confermativo del prossimo Ottobre, rafforziamo i legami tra le lotte, organizziamo la strada per le nostre conquiste!

A Roma affronteremo con la giusta ambizione il confronto tra lo stato delle lotte e le prospettive concrete di costruzione di una piattaforma condivisa verso la transizione oltre l’era fossile. Al confronto prenderanno parte non solo comitati No Triv ed associazioni ambientaliste, ma anche esponenti della Fiom e della lotta No Tav.




CONSULTAZIONI TRANSFRONTALIERE MONTENEGRO: NUOVA SCADENZA 25/02/2016

Ieri, la Repubblica del Montenegro, in aggiunta alla documentazione in lingua inglese già trasmessa il 18/01/2016, ha provveduto ad inviare la sintesi non tecnica in lingua italiana per lo svolgimento delle consultazioni transfrontaliere sul “Programma di Ricerca e Produzione idrocarburi off-shore del Montenegro”.  
Sulla base della ulteriore documentazione trasmessa dalla Repubblica del Montenegro i termini per l’invio delle osservazioni sono stati prorogati al 25 febbraio 2016.
Auspichiamo che tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri mari, inviino al Ministero dell'Ambiente le proprie osservazioni in forma elettronica, utilizzando la casella di posta elettronica certificata (PEC) DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.minambiente.it o la casella di posta elettronica ordinaria dva@minambiente.it.
Considerati i tempi ristretti, per una migliore considerazione dei contributi inviati, Minambiente raccomanda di trasmetterli preferibilmente anche in formato word e redatti in lingua inglese.
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>>Gli amici di NAŠ Jadran hanno predisposto un breve testo, e Clean Adriatic Sea Alliance lo ha tradotto in inglese, in modo da poterlo inviare, anche personalizzandolo, per fare pressione sul Governo Montenegrino affinché abbandoni il progetto:
I strongly urge the Government of Montenegro to end the hazardous offshore drilling project in the Adriatic Sea. Not only would one oil incident similar to the one in the Gulf of Mexico, permanently destroy the entire ecosystem of the half-enclosed Adriatic, but the cumulative effect of the expected expansion of multiple wells creates a permanent pollution situation for the region and the health of its citizens effectively for 30 years! The negative effects down-current on fishing, tourism, and real estate are amplified due to the direction of major ocean currents that circulate toward Croatia, Slovenia and Italy. This project must be stopped and renewable energy alternatives should be pursued for our future.
Cogliamo questa opportunità anche come singoli e tempestiamo di osservazioni l'indirizzo del Ministero dell'Economia del Montenegro info@mek.gov.me! 
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>>Nei prossimi giorni, invece, pubblicheremo le nostre Osservazioni inviate congiuntamente al Comitato Bonifica Molfetta e al Coordinamento No Triv Basilicata, sia al Ministero dell'Ambiente Italiano, che al Ministero dell'Economia Montenegrino, che alla Regione Puglia.

lunedì 17 agosto 2015

Comunicato Stampa del 17 agosto 2015

Dagli inizi di Giugno 2015, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha sbloccato quattordici procedimenti inerenti la ricerca o l’estrazione di idrocarburi a mare. Ben nove di questi insistono sulle coste pugliesi, con grave rischio per la flora e la fauna marina, oltre che per tutte le attività economiche che vivono sul o del mare.

Riteniamo inestimabile il valore culturale dei nostri mari e non accettiamo di barattare il nostro ambiente per scelte di sviluppo senza presente e senza futuro. Rivendichiamo il diritto delle popolazioni di scegliere quale debba essere il modello di sviluppo compatibile con il territorio che quotidianamente vivono.

Per questi motivi negli ultimi due mesi abbiamo organizzato assemblee, partecipato ad eventi culturali e manifestazioni pubbliche per informare e sensibilizzare i cittadini pugliesi sui rischi legati alle trivellazioni in mare e in terra.


Molte sono state le adesioni al nostro appello di bloccare i procedimenti in corso, tra cui quella di Caparezza, che durante il concerto del 31 luglio a Santeramo in Colle ha espresso dal palco il suo forte sostegno, abbracciando lo spirito con cui vengono portate avanti le lotte dai movimenti.
Ringraziamo anche Paola Turci, che dopo il concerto di Spinazzola del 14 agosto ha dimostrato la sua sensibilità nei confronti del territorio ascoltando il nostro appello e supportandoci con affetto.

Speriamo col nostro lavoro di continuare a tenere alta l’attenzione pubblica nei confronti dei temi ambientali e della sostenibilità della gestione delle risorse in modo che altri comuni possano fare pressioni concrete sulla Regione e sul Governo, come già avvenuto con le deliberazioni di Consiglio Comunale proposte dalla Rete Regionale No Petrolio, costituitasi il 28 giugno a Monopoli, ed approvate sotto la nostra continua sollecitazione nei comuni di Giovinazzo, Molfetta e Barletta, seppur con qualche modifica rispetto al testo proposto.

In questi giorni proseguiremo il nostro percorso di assemblee pubbliche con i seguenti appuntamenti:

in cui verranno affrontate proposte operative in vista della mobilitazione da noi indetta per il 18 settembre presso la Fiera del Levante, data in cui sarà convocata la Conferenza delle Regioni del Sud sul tema delle trivellazioni in prosecuzione dell'incontro di Termoli del 24 luglio.

Inoltre riteniamo sia giunto il momento per il Governatore Emiliano di affrontare la questione delle concessioni di ricerca idrocarburi prendendo una chiara posizione promuovendo l’approvazione di un atto, ormai indifferibile, per una consultazione referendaria avverso l’art. 35 del Decreto Sviluppo approvato nel 2012 dal Governo Monti.

Se il futuro di questa regione deve basarsi sulla valorizzazione del territorio e dei suoi beni, non si può più mettere in discussione l'Ambiente e la Salute per il profitto di pochi.




foto di Caparezza di Rosanna Rizzi
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 citando, però, la fonte e l'autore.
foto di Paola Turci a cura dello staff della cantante

domenica 19 aprile 2015

Le nostre osservazioni al "Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico" della Repubblica di Croazia

Il Comitato Bonifica Molfetta, in collaborazione con il Coordinamento No Triv - Terra di Bari, invia le proprie osservazioni al Ministero dell'Ambiente ed alle sette regioni che si affacciano sull'Adriatico, chiedendo il rigetto del progetto Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico della Repubblica di Croazia.






Oggetto: Osservazioni al “Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico” della Repubblica di Croazia. Richiesta di rigetto del progetto".


 ll sottoscritto Matteo d’Ingeo, in qualità di presidente-portavoce del “Comitato cittadino per la Bonifica marina a tutela del diritto alla salute e all’ambiente salubre”, di seguito denominato Comitato Bonifica Molfetta (CBM), registrato il 3 Aprile 2014 con il n. 8987/3, con sede in Via F. Campanella, 50, Molfetta (Ba), avendo come finalità statutaria “la tutela del diritto alla salute e all’ambiente salubre” e per conto del “Coordinamento No Triv  - Terra di Bari” espone quanto segue.

 Premesso che,

 - con nota del 14 gennaio e con successiva nota del 18 febbraio 2015, l’Italia ha manifestato alla Repubblica di Croazia l’interesse a partecipare alla procedura di VAS del “Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico”, come previsto dalla Direttiva 2001/42/CE e dal Protocollo VAS alla Convenzione di Espoo sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (sottoscritto a Kiev nel 2003);

 - con nota del 26 febbraio la Repubblica di Croazia ha notificato all’Italia l’avvio delle consultazioni transfrontaliere;

 - il Piano e programma quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico che il Governo della Repubblica di Croazia ha emanato si riferisce alla ricerca e alla produzione degli idrocarburi che si trovano nel sottosuolo delle acque marine interne o del mare territoriale della Repubblica di Croazia, ossia nel sottosuolo della piattaforma continentale del mare Adriatico sino alla linea di demarcazione con i paesi confinanti, sui quali la Repubblica di Croazia, conformemente al diritto internazionale, esercita la propria giurisdizione e la propria sovranità;

 - il piano e programma comprende parte della piattaforma continentale e delle acque territoriali della Repubblica di Croazia, per una superficie di 35.883 km2, sulla quale si trovano 29 blocchi, laddove la grandezza di ciascun sito di ricerca varia da 1.000 a 1.600 km2. Il confine orientale dell'area della gara è una linea distante 10 km dalla costa e 6 km dalla linea esterna delle isole. I restanti confini dell'area della gara sono stabiliti in conformità con gli accordi internazionali stipulati con gli stati confinanti;

 - nel corso del periodo di ricerca saranno avviate attività di ricerca che comprendono, in particolare, l’esecuzione dei rilievi sismici in 2D e 3D e la perforazione esplorativa, come anche numerosi studi analitici il cui fine comune sarà quello di raccogliere dati geologici e geofisici per poter valutare nel modo più esatto possibile il potenziale idrocarburico ed accertare le strutture geologiche presenti;

 tenuto conto che 

 - in data 28.7.2014 il Comitato Bonifica Molfetta, nella persona del suo presidente, ha inviato le osservazioni all’istanza della società Global Petroleum (Allegato n.1) che si confermano integralmente;

 - in data 11.03.2015 il Comitato Bonifica Molfetta (CBM) e il “Coordinamento No Triv  - Terra di Bari” hanno inviato al Ministero dell’Ambiente le osservazioni alle integrazioni della società Global Petroleum  (Allegato n.2) che si confermano integralmente;

 - nel mese di Gennaio u.s. il “Comitato No Triv - Terra di Bari” ha diramato una nota stampa alla luce dell'annuncio del 2 gennaio 2015 del Ministero dell'Economia della Croazia in cui si comunicava che il governo di Zagabria aveva concesso 10 licenze per esplorazione e sfruttamento di idrocarburi in Adriatico; in quelle prospicienti le coste pugliesi, sulla stessa mappa (Allegato n.3) appare evidente che le concessioni nn. 25 e 26 della INA - Industrija Nafte dd ricadano in un'area segnalata da carte nautiche e da natanti come deposito di ordigni inesplosi; le prospezioni geofisiche che si vorrebbero condurre con tecniche Air-Gun (e simili), le future trivellazioni di pozzi provvisori e definitivi, probabilmente, non sono mai state messe in correlazione con le migliaia di ordigni bellici affondati nelle sottozone di cui si chiede l’indagine e nelle altre zone confinanti; anche in questo caso si presume che non siano stati valutati dalle società richiedenti i possibili effetti sinergici e cumulativi sugli ordigni bellici a caricamento chimico e convenzionale, sia delle onde sismiche prodotte dalle ispezioni con air-gun che dalle future perforazioni; e che non ci sia stata alcuna mappatura, prospezione e georeferenziazione degli ordigni inesplosi presenti in quella vastissima area sovrapposta o confinante, non solo con le zone d’indagine interessate dalle odierne richieste, ma anche di altre; 

pertanto riteniamo urgente comunicare quanto rilevato alle autorità italiane, a Codesto Ministero e a quello Croato, affinché blocchino l’inizio delle esplorazioni e indagini fino a quando i rispettivi Ministeri della Difesa, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico con la collaborazione degli organi militari non abbiamo verificato la pericolosità di una qualsiasi attività d’indagine per la presenza di ordigni bellici inesplosi in tutte le aree e di tutte le sottozone interessate alla ricerca di idrocarburi;

 - il 16 febbraio u.s. sulla pagina di Pesaro de “ il Resto del Carlino” è stato reso noto il contenuto di un esposto presentato alla Procura di Pesaro nel luglio 2014 dal presidente del Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche (Allegato n.4) con cui si segnala la presenza al largo della costa pesarese di migliaia di bombe chimiche caricate ad arsenico e iprite, affondate dal Sonderkommando Meyer agli ordini di Hitler nell’estate del 1944 (Allegato n. 5); notizia di questo documento si trova nel libro di Gianluca Di Feo “Veleni di Stato”;

 - il problema della presenza di bombe inesplose interessa purtroppo tutto il bacino del mare Adriatico e quindi tutte le istanze di prospezione per la ricerca di idrocarburi presentate da tutte le società richiedenti anche oltre i confini italiani (Allegato n. 6) per cui i ministeri interessati dei vari paesi che si affacciano sul mare Adriatico devono necessariamente tener conto di questa ingombrante e pericolosa presenza;

 - il Senato italiano, con il ddl sugli ecoreati approvato nel mese di Marzo c.a., ha vietato l’utilizzo della tecnica “air gun”, o altre tecniche esplosive per le esplorazioni marittime, e prevede pene da uno a tre anni.


 Per quanto osservato, il “C.B.M. di Molfetta” e il “Coordinamento No Triv – Terra di Bari” chiedono alle SS.VV. di rigettare “Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico” della Repubblica di Croazia.

 Tale richiesta di rigetto si fonda anche sulla mancanza di una qualsiasi proposta di mappatura, prospezione e georeferenziazione degli ordigni inesplosi presenti in una vastissima area sovrapposta o confinante, non solo con le zone d’indagine interessate dalle odierne richieste, ma anche con le altre presenti in tutto l’Adriatico. 



 Molfetta, 19.04.2015






Molfetta, 19.04.2015

per il “Comitato Bonifica Molfetta” e 
per il “ Coordinamento NoTriv – Terra di Bari”

 Matteo d’Ingeo




foto di Rosanna Rizzi

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mercoledì 18 marzo 2015

Abissi a prova di bomba


ENGLISH VERSION BELOW

Il Comitato Bonifica Molfetta ed il Coordinamento No Triv – Terra di Bari hanno inviato al Ministero dell’Ambiente le osservazioni alle integrazioni della Global Petroleum Limited rispetto alle quattro richieste di prospezione, ricerca e coltivazione d’idrocarburi in un tratto di mare che interessa molti comuni nell’area del nord e sud barese e del brindisino. 
Le osservazioni partono dalla richiesta del Ministero dell’Ambiente che ha chiesto alla società australiana chiarimenti sulla compatibilità tra le indagini che la Global Petroleum intenderebbe condurre con l’ausilio dell’air – gun e la presenza sul fondale delle zone interessate da ordigni bellici risalenti al secondo conflitto mondiale ed alla guerra in ex – Jugoslavia.
Nonostante le precisazioni della Global Petroleum circa la mancanza di precedenti sulla correlazione tra la presenza di ordigni bellici e simili operazioni di ricerca svoltesi nell’Adriatico, riteniamo che la cartografia ufficiale della Marina Militare, di cui il Ministero della Difesa (interpellato e non espressosi) è a conoscenza, indichi con precisione le zone interessate dalla presenza d’ordigni inesplosi e sia motivo sufficiente ad interrompere tutti procedimenti in corso.
Parimenti, il nostro governo dovrebbe subito confrontarsi con la vicina Croazia dove la politica locale ha concesso 10 licenze per l’esplorazione e lo sfruttamento degli idrocarburi nell’Adriatico, molte delle quali ricadono in aree interessate dallo stesso problema. 
La mancanza di precedenti in materia non deve legittimare l’azienda australiana e le altre operanti nell’Adriatico a condurre le proprie ricerche in siti ad alto rischio senza considerare il fattore umano. Anche solo l’innesco di una bomba, provocato dall’utilizzo dell’air gun, potrebbe produrre un effetto a catena devastante per il fondale marino e per l’incolumità in superficie di tutti coloro che dovessero trovarsi nelle zone scandagliate.
Dalla consultazione del sito del Ministero dell’Ambiente appare evidente il disinteresse politico delle amministrazioni delle città coinvolte e della Regione Puglia rispetto alle integrazioni della Global Petroleum, dato che nessuno di questi enti ha formulato, sino ad ora, proprie osservazioni che esprimano una posizione netta ed inequivocabile rispetto alle scelte politiche ed energetiche del governo centrale ed apportino ulteriori dati utili a bloccare i procedimenti in corso. Dopo il definitivo svuotamento del Titolo V della Costituzione e la progressiva perdita d’autonomia delle regioni su questioni basilari del presente e del futuro come l’energia, ci saremmo aspettati ben altra risposta ed attenzione. Fare proprie le osservazioni che abbiamo inviato al Ministero con una atto politico nei rispettivi consigli comunali ed in consiglio regionale, possibilmente, integrandole, rappresenterebbe un punto di partenza per recuperare il tempo perduto ed un minimo di dignità politica. 


Comitato Bonifica Molfetta 
Coordinamento No Triv – Terra di Bari
https://www.facebook.com/notrivterradibari


Allegato 2 alle Osservazioni inviate al Ministero in data 11/03/2015 da
Comitato Bonifica Molfetta e Coordinamento No Triv Terra di Bari

Allegato 5 alle Osservazioni inviate al Ministero in data 11/03/2015 da 
Comitato Bonifica Molfetta e Coordinamento No Triv Terra di Bari

Per leggere il testo integrale delle osservazioni scarica qui la versione completa.

Sul sito del Ministero dell'Ambiente è possibile prendere visione di tutta la documentazione relativa alla procedura di Valutazione Impatto Ambientale, comprese le nostre osservazioni protocollate in data 11/03/2015.



foto di Felisiano Bruni - RumoreCollettivo
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ENGLISH VERSION



Bombproof abysses
Comitato Bonifica Molfetta” and “Coordinamento NoTriv - Terra di Bari” have sent to the Ministry of Environment their observations reg. the integrations to the four requests of prospecting, exploration and production of hydrocarbons in the stretch of sea from Bari to Brindisi coast that Global Petroleum Limited has produced.
The comments start from the Ministry of Environment’s request of explanations to the Australian company regarding the compatibility between the investigations they want to lead in the Italian sea using the air - gun and the presence of seabed areas affected by unexploded devices dating back to the Second World War and to the Yugoslavian war.
Although Global Petroleum claims no correlation between the presence of devices and similar search operations that have taken place in the Adriatic Sea, we think the risk is real.
As a matter of fact the official map from the Navy indicates precisely the areas affected by the presence of unexploded ordnance; this is a sufficient reason to stop all pending proceedings. Besides the Ministry of Defense (which has already been consulted but has not released its opinion) is well aware of this map.
We also believe that our government should immediately confront with our neighbour Croatia, where local politicians have granted 10 licenses for the exploration and exploitation of hydrocarbons in the Adriatic Sea, many of which regard areas affected by the same problem.
The lack of accidents in this area should not legitimize the Australian company or other companies operating in the Adriatic Sea to conduct their own researches in high-risk sites without considering the human factor. The trigger of a bomb consequent to the use of the air gun could produce an after effect  which can be devastating for the seabed, the surface and the safety of people living in the plumbed areas.
From the Ministry of Environment website we regret noting an apparent disinterest of the involved administrations (for example in Apulia) for the integrations of Global Petroleum, since until now none of these entities has made comments expressing a clear and unequivocal position with respect to the choices and energy policies of the central government. There are not even further useful data that could be useful to stop the ongoing proceedings. We would have expected a completely different response to the final emptying of Title V of the Italian Constitution and to the progressive loss of autonomy of the Italian Regions, since they consider basic issues affecting the present and the future, such as energy. The decision to share the observations we sent to the Ministry with a political act in the respective city and regional councils and eventually integrating them, would be a starting point and would consent them to gain some time and to preserve political dignity.

Comitato Bonifica Molfetta 
Coordinamento No Triv – Terra di Bari


lunedì 24 novembre 2014

Un nuovo capitolo

Apprendiamo dal sito del Ministero dell’Ambiente che lo Stesso ha richiesto in data 14/11/2014, alla Global Petroleum Limited, d’integrare i documenti inviati dalla società australiana in merito ai quattro permessi di ricerca d’idrocarburi liquidi e gassosi lungo le coste pugliesi, risalenti ad inizio giugno.
Importante è il riferimento agli ordigni inesplosi presenti nella zona individuata dalla multinazionale australiana per le ricerche, come documentato dalle osservazioni inviate dal Comitato Bonifica di Molfetta.
Come Coordinamento No Triv Terra di Bari pensiamo che questo sia un primo passo per chiedere il definitivo annullamento delle quattro richieste della Global Petroleum. Se l’azienda invierà tra 60 gg. i documenti richiesti dal Ministero, saremo pronti sul piano amministrativo a confrontarci con nuove osservazioni e sul piano politico a coinvolgere tutte quelle parti sociali che in questi anni si sono opposte alla scellerata politica delle trivellazioni dentro e fuori della Puglia, proseguendo il percorso intrapreso quest’estate.
Le integrazioni richieste dal Ministero ribadiscono, seppur a grandi linee, quanto siano dannose per l’habitat marino le operazioni di ricerca condotte dalle multinazionali del petrolio. Ci sembra, però, importante sottolineare come lo stesso Ente sia poco attento o non conosca i nostri fondali, tanto da accettare le richieste della Global Petroleum nonostante le carte nautiche e della marina militare indichino la pericolosità del sito scelto per le stesse a causa della presenza di numerose quantità d’ordigni bellici della seconda guerra mondiale e del conflitto nella ex - Jugoslavia. Forse le scelte di sviluppo sono più importanti  dell’incolumità delle persone (e di coloro che avrebbero condotto le operazioni di ricerca in caso di autorizzazione ministeriale)!
Adesso più che mai è importante che i comuni interessati dalle richieste, ovvero, Molfetta, Giovinazzo, Bari, Mola, Polignano, Monopoli, Fasano, Ostuni, Carovigno, Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo, si attivino per chiedere alla Regione Puglia di ricorrere alla Corte Costituzionale per l’abrogazione dell’art. 38 dello Sblocca Italia, creando un fronte comune che dal Salento alla Capitanata reclama la tutela dell’autonomia dei territori rispetto alle scelte energetiche del governo centrale.
Questo spiraglio che si apre può e deve portare a creare un fronte ampio che si opponga a tutte le altre richieste presentate sul territorio pugliese e supporti quelle regioni che oggi si stanno attivando contro il decreto Sblocca Italia.
La collaborazione tra “comitatini” ha dimostrato come le competenze di chi lavora quotidianamente sulle emergenze ambientali siano indispensabili nel confronto con processi economici spudorati che non hanno rispetto dei luoghi da cui intendono trarre profitto. Non essendo stati ascoltati a fine luglio, quando inviammo le osservazioni insieme al Comitato Bonifica di Molfetta, al Coordinamento No Triv Mediterraneo ed all’Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, dalle amministrazioni locali che hanno scelto di non farle proprie, oggi auspichiamo un confronto serio sui territori che metta la politica di fronte alle vere responsabilità ed alla necessità di risolvere, prima di tutto, le emergenze ambientali provocate da scelte di sviluppo scellerate.



domenica 23 novembre 2014

"Gli ordigni inesplosi nel Basso Adriatico fermeranno le trivellazioni?"

In una giornata di mobilitazione come questa, tra la manifestazione GIU' LE MANI DALLA NOSTRA TERRA svoltasi a Matera e la Ciclopasseggiata NoTriv organizzata dalla rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA, condividiamo con piacere il Comunicato Stampa del Comitato Bonifica Molfetta:


Comunicato Stampa del “Comitato Bonifica Molfetta”- 23.11.2014
Apprendiamo con grande soddisfazione dal sito del “Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare” che sono state accolte le nostre osservazioni in opposizione alle istanze di permesso della Società Global Petroleum Limited, per l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dei progetti di: “Prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a mare” al largo delle coste pugliesi.
Nel corpo delle osservazioni, tra le altre cose, avevamo dichiarato che in tutti i progetti per le quattro zone d’indagine si parla delle possibili opere di mitigazione delle Aree   Marine   Protette,   delle   Zone   di   Ripopolamento   e   le   Zone   Marine   di   Tutela   Biologica, dei siti sensibili di Rete Natura 2000, dei SIC, delle zone marine e costiere interessate da “Important Bird Areas”, ma non è stata scritta una sola parola sulla vasta aerea che spesso è sovrapposta, o confinante, alle quattro zone d80 F.R-.GP, d81 F.R-.GP, d82 F.R-.GP, d83 F.R-.GP, rappresentata dalle zone di affondamento di ordigni bellici indicata nelle mappe militari, nautiche e le stesse fornite dalla Società Global Petroleum Limited e indicate chiaramente con la dicitura “ORDIGNI INESPLOSI”; anzi diremo che la società ha ignorato il problema più grave, e significativo, che potrebbe interferire con le indagini geofisiche e perforazioni nel basso adriatico con possibili disastri ambientali e pericolosi per la salvaguardia dell’ecosistema e della salute pubblica .
Il C.B.M. di Molfetta fondava la richiesta di rigetto delle istanze della Società Global Petroleum Limited sulla mancanza di una qualsiasi proposta di mappatura, prospezione e georeferenziazione degli ordigni inesplosi presenti in una vastissima area sovrapposta o confinante, non solo con le zone d’indagine interessate alle odierne richieste, ma anche di altre sotto costa.
Ricordando le parole del Ministro della DifesaGiampaolo Di Paola: ” i residuati bellici a caricamento chimico si trovano in uno stato di conservazione pessimo, a seguito della prolungata azione della corrosione marina; ciò determina ulteriori difficoltà di rimozione ed elevati rischi per gli operatori, oltre a richiedere l’impiego di mezzi tecnologicamente avanzati, con conseguente aumento dei costi”; lasciamo immaginare cosa accadrebbe se pur una sola bomba caricata ad iprite, o altra sostanza chimica, fosse casualmente incrociata da una trivella o dall’azione di un potente air-gun. Purtroppo non parliamo di una sola bomba ma di migliaia di bombe sparse a macchia di leopardo, dalla costa fino a 40 miglia al largo, e dal faro di Vieste ad Otranto.
Ebbene, con la nota n.0003772 del 3.11.2014, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero, ha richiesto alla Società Global Petroleum varie integrazioni documentali tra cui gli “approfondimenti normativi, scientifici e presso le Istituzioni competenti, della compatibilità dell’esecuzione delle indagini sismiche previste con le aree di deposito di ordigni inesplosi in mare “. Pertanto, tra 60 giorni conosceremo i contenuti dei documenti integrativi che la Società Global Petroleum presenterà, nel frattempo non faremo mancare il nostro contributo specifico al Coordinamento No Triv della provincia di Bari e a tutti i comitati No Triv regionali e nazionali.
per il Consiglio di gestione CBM – Matteo d’Ingeo
Fonte: http://liberatorio.altervista.org/gli-ordigni-inesplosi-nel-basso-adriatico-fermeranno-trivellazioni-global-petroleum/

Elaborazione cartografica ottenuta sovrapponendo i poligoni delle istanze dei permessi di ricerca in mare d80 F.R-.GM, d81 F.R-.GM, d82 F.R-.GM, d83 F.R-.GM della Global Petroleum Limited nel Mare Adriatico, quelli delle istanze d 85 F.R-.GM, d 86 F.R-.GM, d 87 F.R-.GM, d 89 F.R-.GM e d 90 F.R-.GM da parte della Global MED LLC nel Mar Jonio (fonte: http://cart.ancitel.it/index.html?context=WMC%2FVIA.wmc&v=full) e la Mappa degli Ordigni inesplosi presenti nell'Adriatico Meridionale (fonte: MAP OF UNEXPLODED ORDNANCE DUMPING SITES IN THE SOUTHERN ADRIATIC SEA - R.E.D.C.O.D. project (Research on Environmental Damage causade by Chemical Ordnance Dumped at sea) co-finanziato dalla Commissione Europea (azione B4-3070/2003/368585/SUB/D.3)).
E' evidente come almeno tre poligoni relativi alle istanze d80 F.R-.GM, d81 F.R-.GM, d82 F.R-.GM della Global Petroleum si sovrappongono alle aree indicate nella mappa degli ordigni inesplosi.
Si riportano qui anche le nuove istanze di ricerca che interessano il Mar Jonio e in particolare le coste dei comuni di Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Gallipoli, Morciano di Leuca, Otranto, Patù, Racale, Salve, Santa Cesarea Terme, Taviano, Tiggiano, Tricase, Ugento e Castro.