Visualizzazione post con etichetta No Sblocca Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta No Sblocca Italia. Mostra tutti i post

giovedì 17 settembre 2015

DOMANI #18S_NOTRIV!


Il 22 settembre si terrà il Consiglio Regionale monotematico della Puglia per deliberare sui quesiti referendari riguardanti l'art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 e l'art. 38 del decreto - legge Sblocca Italia. 

Per questo motivo la mobilitazione del 18 settembre assume un valore ancor più importante. 

È necessario che tutti partecipino e facciano sentire la propria voce per far sì che non vi sia alcun passo indietro o che vi sia il rischio di mancanza del numero legale.

Rilanciamo il 18 settembre la proposta di presidiare la sede della Regione Puglia durante la giornata del 22 settembre, per ribadire il nostro NO alle trivellazioni e a tutte le scelte politiche che mettono a grave rischio i beni comuni delle regioni e la salute dei cittadini. Ringraziamo anche tutti gli artisti che hanno aderito alla mobilitazione e che parteciperanno al presidio come Carolina Da Siena e Antonello Papagni, oltre a coloro che hanno espresso dai palchi estivi il messaggio No Triv. 

Tutti hanno contribuito a creare quella massa critica che ha costretto la Regione Puglia ad indire il Consiglio regionale.

Ora tocca a noi!

Il presidio avrà inizio alle ore 10.00  all'ingresso Italo - Orientale della fiera del Levante, di fronte al C.U.S.

domenica 13 settembre 2015

La parola ai consigli regionali



Venerdì 11 settembre, si è tenuta a Roma l’assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali in cui si è affrontato il tema delle trivellazioni.

Tutte le regioni hanno convenuto all'unanimità sulla necessità di deliberare per i referendum abrogativi dell’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 e degli artt. 37 e 38 della legge Sblocca Italia.

In questo modo si bloccherebbero tutte le concessioni date, a partire dal 2010, entro le 12 miglia marine (art. 35) e si annullerebbero gli effetti dirompenti delle concessioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi e del gas naturale e delle opere ad esse connesse, eliminando il loro carattere “strategico” ed il titolo concessorio unico, ovvero, la possibilità di trivellare in un solo passaggio subito dopo le prime indagini sotterranee (artt. 37 e 38).

La richiesta di deliberare inviata dal Coordinamento No Triv Nazionale e sottoscritta da più di 200 tra associazioni e movimenti territoriali e 100 personalità di rilievo del nostro Paese, è stata un’ulteriore spinta affinché si raggiungesse questo importante traguardo.

Apprendiamo dai comunicati ufficiali che martedì 15 settembre presso la Regione Puglia, si terrà la conferenza dei capigruppo per decidere il giorno in cui sarà convocato il consiglio regionale che delibererà sui quesiti referendari.

Come Coordinamento NoTriv – Terra di Bari chiediamo a tutte le forze politiche di dare un segnale forte alla Regione senza fare passi indietro.

Chiediamo anche che il Consiglio sia convocato quanto prima in sessione aperta, dando la possibilità a tutte le realtà che in questi anni si sono opposte alle trivellazioni di partecipare e portare la voce dei territori.

Noi rilanceremo quanto proposto dal Coordinamento Nazionale No Triv ai presidenti dei consigli regionali,nella manifestazione interregionale #18S_NOTRIV che si terrà venerdì 18 settembre alle ore 10.00 all’ingresso Italo-Orientale della Fiera del Levante. Anche perché, lo ricordiamo, le rivendicazioni della piattaforma della manifestazione non si limitano ai referendum, ma constano anche delle richieste alla Regione Puglia di effettuare maggiori controlli sulle acque provenienti dall’invaso del Pertusillo, essendo unico azionista di Aqp S.p.a., di revocare i permessi rilasciati dalla passata amministrazione all’Eni per l’ampliamento della raffineria di Taranto volta alla lavorazione del grezzo di Tempa Rossa, oltre a chiedere una consultazione transfrontaliera con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo

Chiederemo con maggior forza ai governatori delle Regioni del Sud lì riuniti, di attivarsi immediatamente per deliberare e di aprire un fronte contro le trivellazioni, che li veda concretamente impegnati con atti politici ed amministrativi che non lascino spazi a dubbi o porte aperte a futuri ripensamenti.   

Ovviamente vigileremo, pronti a mobilitarci quando la delibera sarà portata alla votazione nel consiglio regionale pugliese. 



illustrazione realizzata da Aladin Hussain Al Baraduni 
per il Coordinamento No Triv Terra di Bari
                                                          Siamo promotori del Copyleft, quindi puoi usare le immagini
 citando, però, la fonte e l'autore.

martedì 8 settembre 2015

#AssediamoRenzi - 12/09/2015 - Fiera del Levante, Bari

Il Coordinamento No Triv – Terra di Bari aderisce alla manifestazione #AssediamoRenzi che si terrà sabato 12 settembre alla Fiera del Levante.

[EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/128807330799956/]


Lo fa perché condivide appieno tutte le istanze presentate nell'appello lanciato dall'assemblea delle realtà che lo hanno sottoscritto.

Ci sembra importante, in un momento così complesso del nostro Paese e della regione Puglia, ribadire la contrarietà agli assi portanti delle politiche di questo governo che, per molti punti di vista, portano a compimento quello smantellamento del welfare sociale intrapreso negli ultimi trent'anni.

Scendere in piazza per portare le istanze dei territori e legarle a questioni ampie come la “Buona Scuola”, il “Jobs Act”, lo “Sblocca Italia” e le politiche sull'immigrazione, è necessario per rimarcare la natura “eversiva” di queste leggi e di queste politiche.

Dobbiamo ripartire da una profonda critica delle politiche attuali a livello nazionale, europeo e mondiale, rimettendo al centro tutte quelle esperienze di mutualismo economico e sociale che possano permettere di uscire da una visione per cui ogni soggetto diventa merce di consumo.

La manifestazione #AssediamoRenzi deve essere il primo passo per ribadire l’autonomia dei territori rispetto alle scelte di sviluppo e energetiche, la nostra contrarietà alle imposizioni dall'alto.

Per questo leghiamo fortemente la nostra adesione alla mobilitazione interregionale che ci sarà venerdì 18 settembre, sempre alla Fiera del Levante, nell'ambito dellaconferenza delle regioni del Sud sul tema delle trivellazioni.

Le realtà NOTRIV saranno lì per manifestare il loro dissenso e chiedere ai governatori d’intervenire immediatamente per bloccare le concessioni date dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e tutti i progetti connessi all'estrazione di petrolio e gas naturale.

Invitiamo, pertanto, tutti a partecipare ad entrambe le manifestazioni che devono essere un punto di partenza per una mobilitazione costante e coordinata sui grandi temi contemporanei: il lavoro, l’istruzione, l’immigrazione, i beni comuni e la tutela ambientale.


#AssediamoRenzi
Sabato 12 Settembre 2015
Concentramento Via Napoli, angolo Via Maratona ore 12, presso Fiera del Levante, Bari



_________________________

Qui di seguito riportiamo per vostra diffusione e partecipazione, tutti i prossimi appuntamenti in vista della mobilitazione interregionale #NOTRIV che si terrà venerdì 18 settembre a partire dalle 10 presso la Fiera del Levante, ingresso Italo Orientale (Lungomare Starita 4, nei pressi del Cus Bari): 

▶ Martedì 8 settembre, dalle ore 20:30 incontro pubblico NOTRIV organizzato dalla sezione locale di Legambiente presso il "Giardino Mediterraneo"- Andria con il geologo Francesco Bartucci, membro del comitato scientifico di Legambiente Puglia

▶ Giovedì 10 settembre
╺ a Molfetta (Ba) alle ore 19,00 assemblea pubblica NOTRIV in piazza Principe di Napoli
[https://www.facebook.com/events/605826629557350/]
╺ a Modugno (Ba) alle ore 19,30 incontro pubblico NOTRIV organizzato dall'ass. culturale Giovani Mente Attive in collaborazione con la biblioteca Libreria Paideia [https://www.facebook.com/events/892822760787516/]

▶ Venerdì 11 settembre alle ore 18,30 in via de Rossi 9 a Bari, presentazione del libro "L'impatto ambientale del petrolio in mare e in terra", con la presenza dell'autrice la prof.ssa Albina Colella e del Coordinamento No Triv - Terra di Bari, organizzato da Convochiamoci per Bari [https://www.facebook.com/events/955440914519568/]


▶ Sabato, 12 settembre manifestazione #AssediamoRenzi indetta dall'Assemblea Regionale autoconvocata / #AssediamoRenzi del 31 Agosto a Bari. Dalle ore 12 concentramento in via Napoli angolo via Maratona [https://www.facebook.com/events/128807330799956/]


sabato 11 luglio 2015

Proposta di delibera contro le trivellazioni in Puglia: sbloccate la discussione nei consigli comunali!





Il Coordinamento No Petrolio – Puglia, costituitosi all’indomani dell’assemblea pubblica tenutasi a Monopoli il 28 Giugno 2015 per mettere insieme le esperienze dal basso che si oppongono alle politiche di trivellazione a terra e in mare, chiede ai Consigli Comunali di attivarsi per sollecitare la Regione Puglia, le Province e la Città Metropolitana di Bari a ricorrere al TAR verso i decreti di compatibilità ambientale rilasciati dal Ministero dell’Ambiente, inerenti le attività di prospezione petrolifera lungo le coste pugliesi.

Come primo passo abbiamo inviato a tutti i comuni pugliesi una bozza di delibera di consiglio comunale, all’interno della quale, spieghiamo sinteticamente come lo Sblocca Italia sia lo strumento governativo che, di fatto, riduce drasticamente l’autonomia delle comunità nelle scelte energetiche.

Al suo interno chiediamo una forte azione politica ed amministrativa che tuteli i beni comuni e si apra alla consultazione transfrontaliera, tenendo conto che le stesse scelte vengono portate avanti anche dai paesi che si affacciano sull’Adriatico (Croazia, Montenegro, Albania e Grecia).

Auspichiamo che tutti i referenti politici ed amministrativi si attivino in sede nazionale per modificare lo Sblocca Italia, eliminando tutti quegli articoli che incentivano lo sviluppo basato sul petrolio e promuovono la politica delle trivellazioni, piuttosto che modelli e fonti energetici sostenibili.

Ribadiamo la necessità di una riappropriazione della sovranità popolare nelle scelte energetiche, attraverso l’indizione di una consultazione referendaria che coinvolga le regioni interessate dal fenomeno e non solo, per l’abrogazione dell’art. 35 del Decreto sviluppo del 2015.

La recente accelerazione dei procedimenti di prospezione e ricerca degli idrocarburi liquidi e gassosi sulle coste pugliesi e di altre regioni, necessita di una risposta immediata da parte degli amministratori locali.

I consigli comunali che non faranno propria la bozza di delibera inviata, si assumeranno la responsabilità politica di questa scelta, non solo di fronte alla loro comunità, ma anche verso gli altri territori confinanti.

Noi vigileremo affinché tutti si adoperino verso l’adozione della stessa e denunceremo coloro che, coscientemente, scelgono una via verso lo sviluppo arretrata e dannosa che mette in discussione la salute, per un rapido e scarso profitto, dimostrando scarsa lungimiranza e visione.


>>> 
retenopetroliopuglia@gmail.com
______ 

Oggetto: PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE.

-          Considerato che con l’approvazione del D.L. n. 133 del 12 settembre 2014 recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” (c.d. decreto “Sblocca-Italia”), vengono stabilite una serie di misure che influenzano sensibilmente il territorio della nostra Regione, con particolare riferimento agli articoli 37 e 38;

-          Considerato che il decreto “Sblocca Italia” è stato convertito con L. 11 novembre 2014, n.164;

-          Considerato che il decreto “Sblocca Italia”, con particolare riferimento all’art.37, qualifica le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi e la realizzazione degli oleodotti e dei gasdotti come di “interesse strategico”, di “pubblica utilità” e “indifferibili”, limitando, con ciò, le prerogative riconosciute dalla Costituzione agli Enti territoriali circa l’esercizio delle funzioni amministrative, come ad es. in relazione ai piani di gestione e tutela del territorio, ai piani urbanistici ed edilizi e ai piani paesaggistici;

-          Atteso che non viene fornita la “prova” della effettiva strategicità di tali attività che giustificherebbe l’attrazione allo Stato della competenza legislativa e amministrativa degli Enti territoriali; atteso comunque che l’esercizio della competenza legislativa e amministrativa da parte dello Stato deve darsi sempre nel rispetto del principio di leale collaborazione, ossia garantendo agli Enti territoriali l'effettiva partecipazione ai procedimenti che mettono capo alle decisioni in tale materia;

-          Considerato che l’art. 38, stabilendo che la rete di stoccaggio di gas naturale e le attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi sono di interesse strategico, di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti, prevede:
·  che il titolo concessorio unico contenga il "vincolo preordinato all’esproprio dei beni" già a partire dalla fase della ricerca, con ciò determinando un inammissibile svuotamento del diritto di proprietà del privato; 
·  che “qualora le opere comportino una variazione del piano urbanistico, la relativa autorizzazione ha effetto di variante urbanistica” con ciò determinando uno svuotamento del diritto delle comunità a scegliere il proprio modello di sviluppo; 
-          Considerato che l'art. 38 dava tempo, agli uffici regionali, fino al 31/03/2015  di portare a termine tutte le autorizzazioni di merito surrogando, in caso contrario, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la chiusura delle autorizzazioni tramite apposita conferenza di servizio, dandone comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico, e pertanto recando dunque una nuova disciplina dell’efficacia degli atti di assenso, che devono trovare espressione in seno alla Conferenza. Questa previsione tende a considerare la partecipazione della Regione al procedimento alla stregua di qualsiasi amministrazione pubblica, chiamata a rilasciare un semplice nulla osta o una mera autorizzazione, come atto “amministrativo” e non “politico” come devono essere gli atti regionali.

-          Atteso che il comma 5, precisa che sarà autorizzato un “titolo concessorio unico” per tutto il progetto, andando a superare le eventuali richieste ed approfondimenti delle amministrazioni locali, superando le precedenti distinzioni tra procedura per l’autorizzazione delle attività di prospezione e procedura per l’autorizzazione per l’attività di trivellazione;

-          Atteso che con Decreto del MISE del 25 marzo 2015, si da attuazione all’art.38 dello “Sblocca Italia” attraverso la predisposizione del nuovo “Disciplinare – tipo”, che prevede un successivo permesso di 30 anni per le attività di trivellazione, prorogabile una o più volte per un periodo non superiore a 10 anni;

-          Atteso che l’aggiunta del comma 11 dell’art. 38, modifica pesantemente il comma 82-sexies dell’art. 1 della legge n. 239 del 23/08/2004, con la sola aggiunta della seguente frase: “e la reiniezione delle acque di strato o della frazione gassosa estratta in giacimento” che comporterebbe la stimolazione delle attività di faglia sismica, soprattutto nelle aree classificate ad “elevato rischio sismico” (come dimostrato da numerosi studi del prof. Valoroso et al.)

-          Confermato che tale decreto legge va a modificare la legge n. 9 del 09/01/1991, il D.L. n. 625 del 25/11/1996, il DPR n. 327 del 08/06/2001, il D.L. n. 164 del 23/05/2000, la legge n. 239 del 23/08/2004, il D.L. n. 152 del 03/04/2006,  il D.L. n. 112 del 25/06/2008, la legge n. 133 del 06/08/2008, la legge n.183 del 12/11/2011; tutte normative che conferivano legittimità e poteri alle istituzioni locali;

-          Tenuto conto che la legge n. 99 del 2009 ha limitato il diritto riconosciuto dalla legge n. 239 del 2004 di partecipazione ai processi amministrativi, al procedimento finalizzato al rilascio dell’autorizzazione al pozzo esplorativo, alla costruzione degli impianti e delle infrastrutture connesse alle attività di perforazione; ora lo “Sblocca Italia” sembra estromettere completamente gli Enti locali dalla partecipazione ad ogni procedimento; ciò si porrebbe in contrasto con l’art. 118 della Costituzione, che disciplina l’esercizio delle funzioni amministrative, in quanto, alla luce dell’orientamento del giudice costituzionale, l’esercizio di tali funzioni da parte dello Stato può ritenersi legittimo solo in quanto si assicuri “la partecipazione dei livelli di governo coinvolti attraverso strumenti di leale collaborazione o, comunque, (attraverso) adeguati meccanismi di cooperazione per l’esercizio concreto delle funzioni amministrative allocate agli organi centrali” (Corte Cost., sent. n. 6 del 2004; v. anche sent. n. 303 del 2003 e sent. n. 383 del 2005).

-          Considerato che in particolare l’art. 38 del decreto-legge n. 133 del 2014 solleva dubbi di legittimità in relazione alle garanzie sancite dalla Costituzione in favore degli Enti locali e delle Regioni;

-          Considerato che la Regione Puglia, nel corso degli ultimi mesi, ha impugnato la legittimità degli artt. 37 e 38 del decreto-legge n.113 del 2014 e il conseguente decreto del MISE del 25 marzo 2015 (di attuazione dell’art. 38 dello “Sblocca Italia”) davanti alla Corte Costituzionale;

-          Considerato che gli artt. 37 e 38 del decreto legge n.113 del 2014 sono stati impugnati, davanti alla Corte Costituzionale, anche dalle Regioni Abruzzo, Lombardia, Veneto, Marche e Camapnia;

-          Considerato che, i cittadini pugliesi nel passato, in numerose e partecipate manifestazioni pubbliche (Monopoli, Manfredonia, Lesina, Ostuni, Fasano, Santa Maria di Leuca, Polignano a Mare) hanno espresso la propria contrarietà allo sfruttamento petrolifero dei propri territori, ed oggi, alla luce di quanto sopra, rinnovano la propria preoccupazione, pronti a contrastare tali iniziative indesiderate;

-          Considerato che già in passato diverse Regioni che si affacciano sul Mare Adriatico (Puglia, Abruzzo, Marche, Veneto, Molise) hanno manifestato, anche con le proprie istituzioni attraverso una proposta di legge nazionale, la propria contrarietà allo sfruttamento petrolifero dei propri territori;

-          Considerato che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha espresso, nel solo mese di giugno 2015, la compatibilità ambientale ai Programma di Lavori seguenti:

“Permesso di prospezione denominato d1 F.P -.SP, situato nel Mare Adriatico al largo delle coste di Abruzzo, Molise e Puglia, presentato dalla Società Spectrum Geo Ltd” (decreto 0000103 del 03/06/2015)

“Permessi di prospezione denominati F.R 39.NP e F.R 40.NP, situati nel Mare Adriatico al largo della costa tra Monopoli e Brindisi, presentati dalla Società Northern Petroleum (UK) Ltd” (decreto 0000104 del 08/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d66 F.R -.NP, situato nel Mare Adriatico al largo della costa tra Mola di Bari e Monopoli, presentato dalla Società Northern Petroleum (UK) Ltd” (decreto 0000105 del 08/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d61 F.R -.NP, situato nel Mare Adriatico al largo della costa tra Mola di Bari e Brindisi, presentato dalla Società Northern Petroleum (UK) Ltd” (decreto 0000106 del 08/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d65 F.R -.NP, situato nel Mare Adriatico al largo della costa tra Mola di Bari e Brindisi, presentato dalla Società Northern Petroleum (UK) Ltd” (decreto 0000107 del 10/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d60 F.R -.NP, situato nel Mare Adriatico al largo della costa tra Mola di Bari e Brindisi, presentato dalla Società Northern Petroleum (UK) Ltd” (decreto 0000109 del 11/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d2 F.P -.PG, situato nel Mare Adriatico al largo dell’intera costa pugliese, presentato dalla Società Petroleum Geo – Service Asia Pacific” (decreto 0000120 del 12/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d149 D.R -.NP, situato nel Mare Adriatico al largo della costa tra Mola di Bari e Brindisi, presentato dalla Società Northern Petroleum (UK) Ltd” (decreto 0000121 del 12/06/2015)

“Permesso di prospezione denominato d79 F.R -.EN, situato nel Mar Ionio Settentrionale, presentato dalla Società Enel Longanesi Developments s.r.l.” (decreto 0000122 del 12/06/2015)

-      considerato che diverse altre istanze di VIA legate alle prospezioni petrolifere, che interessano il territorio e i mari antistanti la costa pugliese, sono in fase di valutazione da parte del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico;

-         acquisiti i pareri di legittimità del presente atto, i pareri di regolarità tecnica e contabile, di cui all’art. 49 del D. L. vo n. 267/2000, resi favorevoli;
            con voti unanimi e palesi,

DELIBERA
-       Di sollecitare il Presidente della Giunta Regionale di Puglia e, di concerto le Province e le Città Metropolitane competenti per territorio, ad impugnare innanzi al TAR, tutti i decreti di compatibilità ambientale rilasciati dal MATTM per le attività di prospezione petrolifera al largo delle coste pugliesi, nonché a promuovere ogni altra azione utile volta a scongiurare la possibilità che i relativi procedimenti amministrativi in corso si concludano con esito positivo;

-          Di sollecitare il Presidente della Giunta Regionale di Puglia ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale ogni altro atto conseguente alla L.11 novembre 2014, n.164, ritenuto lesivi dei diritti costituzionalmente garantiti agli Enti Locali;

-          Di sollecitare il Presidente della Giunta Regionale a promuovere un intervento legislativo del Parlamento nazionale di modifica del decreto “Sblocca Italia” e a favore di una politica energetica nazionale che non contempli le trivellazioni petrolifere fra le proprie attività strategiche, coinvolgendo le altre Regioni;

-          Di sollecitare il Presidente della Giunta Regionale a promuovere, coinvolgendo le altre Regioni, una consultazione transfrontaliera per promuovere l’uso non conflittuale dei mari comuni a diversi Paesi;

-          Di sollecitare il Presidente della Giunta Regionale a promuovere, a causa della assoluta urgenza determinata dall’accelerazione di una serie di procedure di VIA che renderebbero tardivi i rimedi legislativi e transfrontalieri citati, processi di consultazione della volontà popolare, quali i referendum abrogativi, coinvolgendo altre Regioni;

-          La propria assoluta e totale contrarietà a politiche energetiche basate sulle attività di prospezione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi liquidi e gassosi;

-          Di inviare copia della presente delibera del Consiglio Comunale al sig. Presidente della Giunta Regionale di Puglia per gli atti conseguenti;

-          Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’ex art. 134 – comma 4, del D.L. vo 267/2000.




foto di Graziana De Napoli
                                                          Siamo promotori del Copyleft, quindi puoi usare le immagini
 citando, però, la fonte e l'autore.





sabato 27 giugno 2015

Assemble Rete No Petrolio Puglia - Domenica 28 giugno

Riportiamo il contenuto dell'assemblea aperta che si terrà domenica 28 Giugno a Monopoli, invitando quanti hanno seguito e sostenuto il percorso del coordinamento ad essere presenti. QUARTIER GENERALE DELLA RETE PUGLIESE NO PETROLIO.
Nei giorni scorsi, il Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole alle istanze di VIA, presentate da Northern Petroleum, Spectrum Geo e Petroleum Geo-Service Asia Pacific, per le attività di prospezione petrolifera nell’Adriatico, al largo delle coste pugliesi.
Contestualmente, una serie di ulteriori permessi stanno interessando tutto l’Adriatico e lo Jonio. Un’accelerazione evidente da parte del Ministero, che rischia di mettere in seria difficoltà lo sviluppo territoriale pugliese.
Nel corso di questi anni, la Puglia ha sviluppato un’intensa attività, sociale civile e istituzionale, tesa non solo a evitare lo scempio petrolifero, ma a difendere un diverso modello di sviluppo, sostenibile e “umano”.
Oggi la scelta petrolifera si abbatte sulle nostre teste, e i territori non ci stanno: rivendicano la volontà di essere coinvolti, in maniera seria, nelle scelte strategiche che li riguardano. La Regione Puglia ha già espresso ferma intenzione di ricorrere al TAR contro i permessi accordati. Ma non basta. Il variegato fronte che, in questi anni, ha combattuto contro ogni tipo di istanza legata agli idrocarburi, deve riunirsi in un unico fronte comune, per valutare le possibili strade da intraprendere.
A tale scopo è convocato un quartier generale dei comitati, delle associazioni, dei movimenti, delle istituzioni, dei cittadini e di tutti coloro che intendono combattere la scelta petrolifera, per valutare scelte comuni e intraprendere un’azione unica e coordinata.
Ci vediamo a Monopoli, domenica 28 giugno 2015, alle ore 17:30, nella Sala Topputi della parrocchia S.Maria del Carmine, in piazza Simone Veneziani (adiacente l'Ospedale S.Giacomo).
Trovate ogni comunicazione sull'evento, https://www.facebook.com/events/1200729993286358/

domenica 18 gennaio 2015

LA REGIONE PUGLIA IMPUGNA LO SBLOCCA ITALIA PRESSO LA CORTE COSTITUZIONALE

Pubblichiamo la delibera di Giunta Regionale n. 3 del 08/01/2015 relativa all'impugnazione presso la Corte Costituzionale di alcuni degli artt. dello Sblocca Italia tra cui il 37 ed il 38 riguardanti, nello specifico, le autorizzazioni alla ricerca ed all'estrazione d'idrocarburi e gas da terra e mare. 

In attesa delle riflessioni del Coordinamento No Triv nazionale anche sui ricorsi presentati dalle altre Regioni, come Coordinamento No Triv - Terra di Bari invitiamo tutti gli interessati a leggere e ad approfondire questo atto pubblico, che rappresenta solo un primo passo, nonostante l'assenza al suo interno, di una presa di posizione verso gli artt. 35 e 36 dello stesso Sblocca Italia, come evidenziato oggi dal Comitato spontaneo contro l'inceneritore di Borgo Tressanti.



PROPOSTA DI DELIBERAZIONE
DELLA GIUNTA REGIONALE


Codice CIFRA: AVV/DEL /2015/


OGGETTO: Cont. 1334/14/TG. Corte Costituzionale. Impugnazione in via principale. Regione Puglia c/ Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questione di legittimità costituzionale del D.L. n. 133 del 12/9/2014, convertito in legge, con modificazioni, con la L. n. 164/2014, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’11/11/2014. Conferimento incarico agli Avvocati Alfonso Papa Malatesta, legare esterno, e Vittorio Triggiani, Coordinatore dell’Avvocatura della Regione Puglia.

Il Vice Presidente, esercitando le prerogative di cui all'art. 43, comma 2, dello statuto, stante l'assenza del Presidente della Giunta Regionale, sulla base dell’istruttoria espletata dall’Avvocato Coordinatore, riferisce quanto segue. Il decreto legge n. 133/2014, recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, come convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 164/2014, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’11/11/2014, contiene talune disposizioni che si pongono in contrasto con le norme costituzionali sotto i seguenti profili;

- Art. 1, per violazione delle competenze legislative della Regione in materia di “grandi reti di trasporto e di navigazione” e in materia di “governo del territorio”, nonché per violazione dell’art. 117, 3° comma, e delle competenze amministrative che alla medesima spettano in base al principio di sussidiarietà ex art. 118, 1° comma, Cost., ponendosi altresì in contrasto con i principi sanciti dalla sent. n. 303 del 2003 della Corte Costituzionale, in particolare in relazione ai seguenti profili:

  • commi 2 e 4, nella parte in cui dispongono che all’approvazione dei progetti relativi alla tratta ferroviaria Napoli-Bari provveda il Commissario individuato ai sensi del comma 1 dello stesso articolo, senza prevedere che la Regione, specificamente interessata dalla singola opera, sia in tutti i casi parte necessaria del procedimento decisionale;
  • comma 10-bis, in quanto attribuisce al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il compito di redigere il Piano di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, documento nel quale sono individuate “le linee ferroviarie da ammodernare” sia per il settore delle merci sia per il trasporto dei passeggeri, senza la necessaria acquisizione dell’intesa con ciascuna Regione interessata;
  • comma 11, in quanto prevede l’approvazione dei “contratti di programma sottoscritti dall’ENAC con i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale”, con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza che la Regione specificamente interessata dal singolo intervento sia parte necessaria del procedimento decisionale;
- art. 17, comma 1, lett. b), per violazione degli artt. 3, 1° comma, 117, 3° comma, e 118, 1° e 2° comma, Cost., nella parte in cui pone una disciplina dettagliata e autoapplicativa che non consente alcuno spazio di manovra al legislatore regionale in ordine ai titoli abilitativi, nonché nella parte in cui comprime rigidamente e irragionevolmente le funzioni amministrative dei Comuni, determinando altresì una violazione pel principio di eguaglianza-ragionevolezza, dal momento che pone una normativa uniforme per tutto il territorio nazionale che impedisce di tenere conto delle peculiarità di ciascuna realtà territoriale regionale e locale.;

- art. 17-bis, per violazione dell’art. 117, 2°, 3° e 6° comma Cost., in quanto: a) attribuisce la qualifica di “livello essenziale delle prestazioni” ad un intervento normativo che non può in alcun modo essere ricompreso in tale categoria; b) autorizza l’intervento tramite fonte regolamentare in un ambito di competenza concorrente tra Stato e Regioni quale è quello del “governo del territorio”. 

-art. 37, comma 2, lettere a) e c-bis), per violazione degli artt. 3, 1°comma, 117, 3° comma, e 118, 1° comma, Cost., nella parte in cui prevede l’acquisizione dell’intesa con la Regione interessata solo per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio delle “infrastrutture lineari energetiche” di cui al comma 2 dell’art. 52-quinquies del D.P.R. 327/2001, e non anche per i gasdotti di approvvigionamento di gas dall’esterno, per le «operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti» e per le relative «opere connesse»; 

-art. 38, con riferimento ai seguenti profili:
  • comma 1-bis, per violazione degli artt. 117, 3° comma, e 118, 1° comma, Cost., nella parte in cui attribuisce al solo Ministero dello Sviluppo Economico il compito di predisporre un piano “delle aree in cui sono consentite le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale” senza l’acquisizione dell’intesa con ciascuna Regione interessata, e non risultando sufficiente al riguardo l’acquisizione dell’intesa con la Conferenza unificata;
  • comma 4 dello stesso articolo, che prevede, nel caso in cui sia decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento di valutazione dell’impatto ambientale, la trasmissione da parte della Regione della relativa documentazione al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare “per i seguiti istruttori di competenza, dandone notizia al Ministero dello Sviluppo Economico”. In tale procedura si ravvisa un meccanismo sostitutivo dello Stato nelle competenze regionali in violazione dell’art. 120, 2° comma, Cost., in quanto si attribuisce l’esercizio di un potere sostitutivo straordinario ad un organo diverso dal Governo nel suo complesso, e in quanto la procedura prevista non rispetta il principio di leale collaborazione;
  • comma 6, lett. b), nella parte in cui prevede per il rilascio del titolo concessorio unico per le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, la necessarietà dell’intesa con la Regione solo ove dette attività debbano svolgersi sulla terraferma e non anche nel mare continentale, in violazione dell’art. 3, 1° comma, 117, 3° comma e 118, 1° comma, Cost.;
  • comma 10, per violazione degli artt. 117, 3° comma, e 118, 1° comma, Cost., nella parte in cui stabilisce che al fine di “tutelare le risorse nazionali di idrocarburi in mare localizzate nel mare continentale”, il Ministero dello sviluppo economico possa autorizzare “per un periodo non superiore a cinque anni, progetti sperimentali di coltivazione di giacimenti”, previa acquisizione di un mero parere della Regione interessata, anziché di una intesa con la medesima, in quanto si tratta di funzioni amministrative avocate in sussidiarietà dallo Stato in materie di competenza legislativa concorrente.


Si reputa, pertanto, necessario promuovere impugnazione in via principale dinanzi alla Corte  Costituzionale avverso le citate disposizioni. -Si ritiene, altresì, di affidare l’incarico difensivo agli Avvocati Alfonso Papa Malatesta, legale esterno, e Vittorio Triggiani, Coordinatore dell’Avvocatura Regionale. (Valore della controversia: eccezionale rilievo, in considerazione dell'interesse sostanziale perseguito dall'Amministrazione, dalla complessità e molteplicità delle questioni poste, dell'inerenza dell'impugnativa a varie disposizioni totalmente autonome e distinte di un medesimo provvedimento legislativo, con conseguente maggiorazione del 50% dei parametri massini relativi alle cause di valore indeterminabile dinanzi alla Corte Costituzionale; Settore di Spesa: Reti e Infrastrutture).

COPERTURA FINANZIARIA 
ai sensi della L.R. 28/01 e s.m.e i._

La spesa complessiva derivante dal presente provvedimento, inerente alle sole competenze professionali del legale esterno, pari a € 22.838,40 comprensiva di IVA, CAP e spese, sarà finanziata, con le disponibilità del capitolo 1312 (U.P.B. 0.4.1.) del bilancio in corso. Le ulteriori spese vive ragionevolmente sostenute per lo svolgimento dell'attività (ad esempio: bolli, notifiche, registrazioni, ulteriore contributo unificato, spese postali, copie di atti, trasferte) saranno rimborsate, a seguito di formale richiesta e solo se adeguatamente documentate.
L’acconto del 30% da corrispondere al professionista, a valere sulla spesa complessiva sopra indicata, è pari ad € 7.300,00, IVA e CAP inclusi.
All’impegno della complessiva spesa ed alla liquidazione e pagamento dell’acconto si provvederà con determinazione dirigenziale da assumersi entro il corrente esercizio finanziario, con imputazione al cap.1312. Trattasi di spesa per la quale non sussiste l’obbligo della tracciabilità ai sensi della L. 136/2010 e s.m.i (cfr nota Avvocatura regionale prot. 11/L/6325 del 25.03.2011). L'Avvocato Coordinatore ha rinunciato al pagamento di qualsiasi compenso. Il Presidente relatore, sulla base delle risultanze istruttorie come innanzi illustrate, vista la D.G.R. 770/2002, propone l’adozione del conseguente atto finale, rientrante nella competenza della Giunta ai sensi della L.R. 7/97, art. 4, comma 4, lettera K e della delibera di G.R. n. 3261 del 28/7/98.

LA GIUNTA

Udita la relazione e la conseguente proposta dal Vice Presidente; 
Vista la sottoscrizione posta in calce al presente provvedimento dall’Avvocato Coordinatore; 
A voti unanimi espressi nei modi di legge

DELIBERA
  1. di impugnare in via principale dinanzi alla Corte Costituzionale il D.L. n. 133 del 12/9/2014, come convertito, con modificazioni, con l. n. 164/2014, nelle parti indicate in epigrafe e conferire il mandato difensivo agli Avvocati Alfonso Papa Malatesta, del foro di Roma, e Vittorio Triggiani Coordinatore dell’Avvocatura Regionale;
  2. di fare obbligo all’Avvocatura Regionale di adottare, entro il corrente esercizio finanziario, l’atto di impegno della spesa autorizzata dal presente provvedimento e la liquidazione dell’acconto, come indicato nella sezione “Copertura Finanziaria”;
  3. di disporre la pubblicazione del presente atto sul B.U.R.P.

IL SOTTOSCRITTO ATTESTA CHE IL PROCEDIMENTO ISTRUTTORIO AFFIDATOGLI, E’ STATO ESPLETATO NEL RISPETTO DELLA VIGENTE NORMATIVA E CHE IL PRESENTE SCHEMA DI PROVVEDIMENTO, DALLO STESSO PREDISPOSTO AI FINI DELL’ADOZIONE DELL’ATTO FINALE DA PARTE DELLA G.R., E’ CONFORME ALLE RISULTANZE ISTRUTTORIE.

L’Avvocato Coordinatore (Avv. Vittorio Triggiani) 

IL VICE PRESIDENTE (Prof.ssa Angela Barbanente)



Fonti:

martedì 6 gennaio 2015

La Croazia non lo sa: ordigni inesplosi nelle 10 aree concesse di fronte alle coste italiane


Qualche mese fa avevamo pubblicato il comunicato stampa di Comitato Bonifica Molfetta con una mappa degli Ordigni inesplosi nell'Adriatico Meridionale sulla quale erano state rappresentate anche le istanze di ricerca in mare d 80, d 81, d 82 e d 83 della Global Petroleum Limited.


Alla luce dell'annuncio del 2 gennaio 2015 del Ministero dell'Economia della Croazia in cui si comunica che il governo di Zagabria ha concesso 10 licenze per esplorazione e sfruttamento di idrocarburi in Adriatico, in seguito alla prima gara pubblica chiusasi il 2 novembre 2014, abbiamo deciso di riportare anche quelle prospicienti le coste pugliesi sulla stessa mappa.


È evidente che le concessioni nn. 25 e 26 della INA - Industrija Nafte dd ricadano in un'area segnalata da carte nautiche e da natanti come deposito di ordigni inesplosi; le prospezioni geofisiche che si vorrebbero condurre con tecniche Air-Gun (e simili), le future trivellazioni di pozzi provvisori e definitivi, probabilmente non sono mai state messe in correlazione con le migliaia di ordigni bellici affondati nelle sottozone di cui si chiede l’indagine e nelle altre zone confinanti.

Si presume, anche, che non siano stati valutati dalle società richiedenti i possibili effetti sinergici e cumulativi sugli ordigni bellici a caricamento chimico e convenzionale, sia delle onde sismiche prodotte dalle ispezioni con air-gun che dalle future perforazioni; e che non ci sia stata alcuna mappatura, prospezione e georeferenziazione degli ordigni inesplosi presenti in quella vastissima area sovrapposta o confinante, non solo con le zone d’indagine interessate alle odierne richieste, ma anche di altre.

Pertanto riteniamo urgente comunicare quanto rilevato alle autorità italiane e croate, affinché blocchino l’inizio delle esplorazioni e indagini fino a quando i rispettivi Ministeri della Difesa e organi militari non abbiamo verificato la pericolosità di una qualsiasi attività d’indagine per la presenza di ordigni bellici inesplosi in tutte le aree, e sottozone, interessate alla ricerca di idrocarburi. Lasciamo immaginare cosa accadrebbe se pur una sola bomba fosse casualmente incrociata da una trivella o dall’azione di un potente air-gun, e purtroppo non parliamo di una sola bomba ma di migliaia di bombe sparse a macchia di leopardo in tutto l’Adriatico.


"Le offerte sono state ricevute da un totale di 6 aziende in 15 aree di ricerca. La commissione di esperti guidata dal Ministro dell'Economia Ivan Vrdolja ha valutato positivamente le offerte per 10 aree di esplorazione, che sono state concesse alle aziende Marathon Oil, OMV, ENI, Medoilgas e INA.

Il consorzio composto da Marathon Oil e OMV ha ricevuto il permesso per l'esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi in sette aree di ricerca: n. 8 nel Nord Adriatico, nn. 10, 11 e 23 nell'Adriatico Centrale, nn. 27 e 28 nell'Adriatico Meridionale. Il consorzio composto da ENI e MedOilGas ha ricevuto il permesso per l'esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi nella zona di ricerca n. 9 dell'Adriatico centrale, mentre alla croata INA - Industrija Nafte dd è stata concessa una licenza per l'esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi in due aree di esplorazione, la n. 25 e la n. 26 nell'Adriatico Meridionale"

Fonte: http://www.mingo.hr/page/pet-kompanija-izabrano-za-istrazivanje-10-istraznih-prostora-na-jadranu

In questa mappa sono rappresentate tutte le aree di ricerca che la Croazia ha messo a gara nei mesi scorsi. 
A novembre sono state concesse le aree in rosso, ma nei prossimi mesi sono previste nuove gare.


lunedì 5 gennaio 2015

L'ENI ottiene dalla Croazia una concessione per trivellare di fronte alle coste pugliesi



Nonostante in tutto il resto del mondo il petrolio si stia rivelando un inutile investimento energetico a fronte degli enormi danni ambientali sofferti dai territori, l'ENI ha da poco ottenuto una concessione in Croazia per trivellare lungo la linea di confine delle acque italiane.
L'ENI si è aggiudicata un'area di oltre 12 mila chilometri quadrati di mare posta davanti alle coste pugliesi ed abruzzesi, mentre altre aziende, quali l'inglese MedOilGas, l'americana Marathon Oil, l'austriaca Omv, la croata Ina e l'ungherese Mol, altre concessioni per un totale di dieci aree.
Entro il 2 aprile saranno formalizzati gli accordi di esplorazione con i candidati vincitori ed avviate le ricerche di idrocarburi.

Molto critiche le reazioni di 
rappresentanti del settore turistico croati dato l'impatto negativo che le trivellazioni avranno sulle coste, e delle associazioni ambientaliste, come Zelena akcija (Azione Verde) che considera inaccettabile la decisione del governo croato, in quanto la gara per le concessioni è stata avviata senza le necessarie precauzioni e senza la consultazione della popolazione. Inoltre non vi è alcun documento per la gestione strategica e la tutela dell'ambiente marino e delle zone costiere stipulato con i paesi prospicienti che impedisca di svolgere attività potenzialmente dannose nel Mare Adriatico. Toni Vidan, responsabile del programma energetico di Azione Verde, denuncia l'assenza di un adeguato studio di impatto ambientale e che la decisione sia stata presa a porte chiuse, lontano dagli occhi del pubblico e fuori dall'ordinario dibattito in Parlamento. 

Il governo italiano tace, mentre si prepara ad allargare le maglie per le concessioni di autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi con lo Sblocca Italia in nome di un "alleggerimento della bolletta energetica" per i cittadini. 

Ma a quale prezzo?

E' notizia di qualche giorno fa il ritrovamento di un'altra carcassa di delfno sulle spiagge di Bari e di alcune tartarughe a Barletta. Pesca a strascico o air-gun?

Fonti:


  foto di Nicoletta "Nikka" Mezzina 
                                                          Siamo promotori del Copyleft, quindi puoi usare le immagini
 citando, però, la fonte e l'autore.