Visualizzazione post con etichetta #18S_NOTRIV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #18S_NOTRIV. Mostra tutti i post

giovedì 21 aprile 2016

Una "sconfitta" che facciamo nostra con orgoglio

Comunicato Stampa del Coordinamento NoTriv Terra di Bari sul risultato referendario del 17 aprile 2016

Manifestazione #18S_NOTRIV, del 18 settembre 2015, in concomitanza con il vertice dei Presidenti delle Regioni del Sud presso la Fiera del Levante di Bari.

Partiamo dai concetti fondamentali: si è trattato di una sconfitta? Pensiamo ovviamente di no. Portare più di 15 milioni di persone al voto in un contesto di disaffezione alla Politica e di scoramento diffuso è un risultato per noi assolutamente incoraggiante.

Ed è un risultato che sentiamo nostro e rivendichiamo con orgoglio. E con “nostro” intendiamo dei comitati territoriali sparsi sul territorio che si sono riuniti nel Coordinamento Nazionale No Triv.

Tanto si è detto sulla genesi di questo referendum, a partire dal fatto che sia il frutto esclusivo di uno scontro tra regioni e governo, su basi finanche personalistiche. È un’analisi superficiale che non risponde al vero. Come comitati abbiamo fatto una scelta, consapevoli di tutti i rischi che avrebbe comportato. Sapevamo di non avere il tempo necessario per una raccolta firme che portasse ad un iter referendario “canonico” ed abbiamo concentrato le nostre energie su un obiettivo che individuavamo più raggiungibile.

Chi ha fatto con noi questo percorso dal principio sa bene quanto sia stato faticoso premere affinché 10 Consigli Regionali deliberassero per quel referendum. È stato un lavoro duro, fatto di assemblee in piazza, di manifestazioni sotto un sole cocente, di iniziative sparse in luoghi che non riusciamo nemmeno a ricordare.

Pensiamo sia giusto e sacrosanto che ci venga riconosciuto quel lavoro, al di là delle partite che le istituzioni ed i politici locali hanno voluto giocarci sopra.

Una volta ottenuto il primo obiettivo, davanti a noi si è presentata una battaglia ancora più grande.
Raggiungere il quorum era una sfida che solo chi ha l’abitudine di lanciare il cuore oltre l’ostacolo poteva cogliere.

Avevamo tutto e tutti contro: un governo amico delle lobby petrolifere, come hanno testimoniato le intercettazioni del ministro Guidi, che ha provato in tutte le maniere a boicottare il referendum, prima non accorpandolo alle amministrative e poi convocandolo nella prima data utile, in modo che non potessimo organizzare una campagna informativa adeguata; la maggior parte dei media nazionali che ha concesso pochissimo spazio alle ragioni del “sì”, arrivando a diffondere informazioni falsissime poche ore prima del giorno delle votazioni; il folle fuoco amico di chi ha prodotto un altro quesito referendario sulle trivellazioni petrolifere (peraltro secondo noi palesemente anticostituzionale) a ridosso del 17 aprile. 


La campagna referendaria è stata portata avanti da diversi soggetti, ma le letture post-referendum sul voto e sul percorso vedono come unico soggetto sul bancone degli imputati il movimento notriv.


E quindi eccoci qui, il 18 aprile “la musica è finita, gli amici se ne vanno”. Noi no. Ci intestiamo con orgoglio il risultato del 31,18%, contenti di aver portato ad esprimersi in maniera evidente e franca più persone di quante abbiano votato il principale partito di governo. E da qui troviamo nuova linfa per rilanciare il nostro lavoro.

Come comitati ci riconvocheremo nei prossimi mesi in un’assemblea nazionale e successivamente altre regionali, per pianificare assieme nuove strategie e percorsi comuni.

Il Coordinamento NoTriv Terra di Bari concentrerà maggiormente i propri sforzi contro il progetto Tempa Rossa, che vuole sacrificare ancora di più Taranto sull’altare dei profitti di pochi e sul quale Emiliano non può sperare di fare orecchie da mercante, e per la richiesta alle autorità competenti di un controllo delle acque dell’invaso lucano del Pertusillo che rifornisce l’Acquedotto Pugliese e della pubblicazione dei risultati delle analisi.

Le nostre modalità saranno quelle che ci hanno sempre contraddistinto: trasparenza, apertura ed organizzazione dal basso. Perché questa è per noi Politica, con la “P” maiuscola.

Ciaone.




foto di Felisiano Bruni - Rumore Collettivo
 Siamo promotori del Copyleft, 

quindi puoi usare le immagini citando, però, la fonte e l'autore





martedì 22 settembre 2015

Regione Puglia: delibera all'unanimità per il referendum "NO TRIV"



Sotto pressione dei "comitatini", anche la Puglia ha deliberato all'unanimità l'indizione del referendum abrogativo dell'art.35 del "Decreto Sviluppo" e alcune parti dell'art.38 dello "Sblocca Italia".
I cittadini italiani potranno finalmente avere voce in capitolo sulle trivellazioni petrolifere e quindi sul modello di sviluppo che si vuol dare ai territori.
Pur esprimendo grande soddisfazione per il primo passo fatto, il Coordinamento No Triv Terra di Bari vuole ricordare a tutt* che questo "È SOLO L'INIZIO"!

Coordinamento NoTriv - Terra di Bari


Le conclusioni del Governatore Michele Emiliano 
sul dibattito portato avanti dai gruppi consiliari.


Il momento del voto in Consiglio 

L'edizione del TGR Puglia del 22/09/2015 - ore 14: 


foto e video di Rosanna Rizzi

Siamo promotori del Copyleft,

quindi puoi usare le immagini citando, però, la fonte e l'autore




domenica 20 settembre 2015

REFERENDUM NOTRIV: È SOLO L'INIZIO


COMUNICATO STAMPA DELL'ASSEMBLEA DELLA MOBILITAZIONE INTERREGIONALE #18S_NOTRIV - Bari, Fiera del Levante, 18 settembre 2015


Il 18 settembre 2015 in concomitanza con la Conferenza delle Regioni del Sud sul tema delle trivellazioni, a cui hanno partecipato i Presidenti di Regione Puglia, Basilicata, Calabria, Marche, Molise e Abruzzo presso la Fiera del Levante di Bari, si è svolta fuori dalla stessa Fiera la manifestazione interregionale  #18S_NOTRIV, promossa da comitati e associazioni notriv che, nei giorni precedenti, in vista dell’evento, avevano sottoscritto una piattaforma comune.

Al presidio, che sin dalla mattina Prefetto e forze dell’ordine avevano tentato di tenere relegato su un marciapiede lontano dall'ingresso della Fiera, hanno preso parte circa 300 esponenti di realtà provenienti da Puglia, Basilicata e Calabria.
Nonostante l’implacabile calura, la manifestazione, vivace e colorata che ha visto la partecipazione di un simpaticissimo “servizio d’ordine” di clown army, si è spostata, con striscioni, bandiere, altoparlanti, verso l’ingresso della Fiera, ignara dello schieramento in assetto offensivo della polizia.

Mantenendo una costante attività di trattativa, la manifestazione ha insistito per poter delegare almeno due portavoce per ognuna delle regioni presenti, riuscendo alla fine però ad esprimerne tre, ottenendo in questo modo un canale di rappresentanza diretto del presidio.

I delegati di Puglia, Basilicata e Calabria hanno partecipato, assieme a Carmela La Padula, referente del Coordinamento Nazionale NoTriv, al vertice e alla successiva conferenza stampa. Hanno preso la parola davanti a tutti i delegati delle associazioni - Greenpeace, WWF, Legambiente - e comitati pugliesi già presenti in sala, e alla stampa locale e nazionale, spiegando le ragioni del presidio.

L’obiettivo che ci si era posti è stato raggiunto, ovvero consegnare alle istituzioni presenti i documenti redatti dalle realtà territoriali delle varie regioni presenti e non: la piattaforma della manifestazione, sottoscritta da 64 realtà; le richieste del Coordinamento NoTriv Terra di Bari, già protocollate presso la Regione Puglia il 25 agosto scorso; gli appelli del Coordinamento NoTriv Basilicata e del Comitato popolare NoTriv Licata.

Al termine del presidio e dell'incontro con i Presidenti di Regione, si è tenuto all’esterno della Fiera del Levante un momento organizzativo e di riflessione che ha permesso di arrivare ad alcune conclusioni e proposte.

Tutti i partecipanti hanno valutato positivamente il fatto che 9 regioni (ad oggi siamo già a 12 e la Basilicata ha già deliberato) abbiano finalmente calendarizzato, a seguito delle tante mobilitazioni sviluppatesi sul territorio nazionale, la votazione nei rispettivi consigli regionali delle delibere per la richiesta di consultazione referendaria per abrogare l’art.35 del "Decreto Sviluppo" e alcune parti dell’art.38 dello “Sblocca Italia”. Sottolineando, però, la preoccupazione per la posizione del Presidente della Regione Calabria che, avendo stabilito il proprio Consiglio Regionale in data 28 settembre e, nonostante l'apertura durante la conferenza ad anticipare lo stesso, sembra non aver compreso appieno i tempi e le prassi procedurali.
Ora più che mai quindi, si evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione lanciando presidi fuori dai consigli regionali, calendarizzati e non, per blindare politicamente la delibera.

Si è inoltre convenuti sul fatto che la nostra azione politica non possa e non debba in nessun caso appiattirsi sui referendum, ma che si debba continuare con determinazione ad allargare e a rafforzare una rete interregionale inclusiva, che sappia ancor più radicare il riconoscimento sul territorio delle assemblee aperte e costruite dal basso, quali luoghi di confronto e di decisione strategica, in grado di rilanciare  e connettere le innumerevoli vertenze territoriali.

Infatti, la stessa piattaforma della manifestazione non rivendicava solo la necessità dei referendum e delle consultazioni transfrontaliere con gli altri Paesi del Mediterraneo, ma constava anche di altri punti fondamentali: la tutela e la valorizzazione dell’acqua, dell’agricoltura, della pesca, del turismo, e della salute delle popolazioni, iniziando dai controlli sulle acque dell’invaso del  Pertusillo; il blocco dell’ampliamento della raffineria dell’Eni di Taranto in cui viene stoccato il greggio di Tempa Rossa; la presenza delle cosiddette “navi dei veleni” nell'area ionica calabrese.

Un'altra considerazione va fatta, invece, sul tentativo da parte dei Presidenti di Regione di purificare questa importante calendarizzazione di ogni legittimità politica e di ogni significato oppositivo nei confronti dell'attuale Governo Renzi, di fatto il titolare dell'ansia distruttrice e di accreditamento lobbistico, svelata attraverso le varie autorizzazioni a procedere con le attività di ricerca e prospezione. Ci sembra, infatti, ipocrita e strumentale l’atteggiamento di chi riconosce il problema, si impegna per arginarlo ma non individua i responsabili di questa scelta anacronistica e priva di ogni rispetto dei territori, delle loro peculiarità e dei loro diritti a scegliere il modello più congeniale di sviluppo.

Il risultato politico della giornata del 18 Settembre alla Fiera del Levante è di certo di rilevante spessore, foriero di possibili cambiamenti non solo nelle strategie di comunicazione mediatica, ma riguardanti il riconoscimento oggettivo dell’azione propositiva dei movimenti, che sul terreno dei beni comuni hanno saputo aprire nel nostro Paese, nell'ultimo decennio, uno spazio di ricomposizione sociale ineludibile che in questo momento deve sapersi dotare di una capacità programmatica matura in grado di indicare una concreta prospettiva di transizione a modelli cooperativi e decentrati di produzione e di gestione dell’energia necessaria da rinnovabile pulito.

Si tratta di una sfida di alto profilo, che non ha nulla a che vedere con le valutazioni di merito (che pur devono essere approfondite e mai abbandonate!) degli opportunismi, delle ipocrisie politiciste, tipiche dei voltagabbana carrieristi di partito.
A Bari è venuto a compimento un fatto di portata storica nel nostro Paese. Non dobbiamo sottovalutare che ciò accade in un contesto di cortocircuito tra decisionalità e decisionismo; tra crisi e liberismo; tra cancellazione delle prerogative costituzionali e centralizzazione autoritaria dei poteri statali nelle mani di uno spregiudicato esecutivo.
Dovremo decidere quale piattaforma e quali strategie adottare, considerando che non ci troviamo certo a dover affrontare, nei prossimi mesi e nei prossimi anni a venire, questioni di tipo “soltanto” ambientale.

Dopo il 30 settembre quindi, al netto delle delibere e del deposito dei quesiti referendari da parte delle rispettive Regioni, le varie realtà e associazioni e singoli che sostengono e hanno sostenuto la proposta referendaria del Coordinamento Nazionale No Triv, si sono autoconvocate, in data e luogo da stabilirsi, in un’assemblea interregionale. Anzitutto, per valutare quanto accaduto, i possibili tentativi di “aggiramento” sempre in agguato da parte di una  compagine  politica adusa al rovescio ed ai doppiogiochismi; nonché per approntare e rafforzare un percorso a medio e lungo periodo congiunto e partecipato.
Si è pensato ad un luogo che sia contemporaneamente il più baricentrico possibile e, soprattutto, emblematico degli attuali sviluppi della vicenda estrattiva.


assemblea mobilitazione #18S_NOTRIV



foto di Felisiano Bruni
  Siamo promotori del Copyleft,
quindi puoi usare le immagini citando, però, la fonte e l'autore

giovedì 17 settembre 2015

DOMANI #18S_NOTRIV!


Il 22 settembre si terrà il Consiglio Regionale monotematico della Puglia per deliberare sui quesiti referendari riguardanti l'art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 e l'art. 38 del decreto - legge Sblocca Italia. 

Per questo motivo la mobilitazione del 18 settembre assume un valore ancor più importante. 

È necessario che tutti partecipino e facciano sentire la propria voce per far sì che non vi sia alcun passo indietro o che vi sia il rischio di mancanza del numero legale.

Rilanciamo il 18 settembre la proposta di presidiare la sede della Regione Puglia durante la giornata del 22 settembre, per ribadire il nostro NO alle trivellazioni e a tutte le scelte politiche che mettono a grave rischio i beni comuni delle regioni e la salute dei cittadini. Ringraziamo anche tutti gli artisti che hanno aderito alla mobilitazione e che parteciperanno al presidio come Carolina Da Siena e Antonello Papagni, oltre a coloro che hanno espresso dai palchi estivi il messaggio No Triv. 

Tutti hanno contribuito a creare quella massa critica che ha costretto la Regione Puglia ad indire il Consiglio regionale.

Ora tocca a noi!

Il presidio avrà inizio alle ore 10.00  all'ingresso Italo - Orientale della fiera del Levante, di fronte al C.U.S.

domenica 13 settembre 2015

La parola ai consigli regionali



Venerdì 11 settembre, si è tenuta a Roma l’assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali in cui si è affrontato il tema delle trivellazioni.

Tutte le regioni hanno convenuto all'unanimità sulla necessità di deliberare per i referendum abrogativi dell’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 e degli artt. 37 e 38 della legge Sblocca Italia.

In questo modo si bloccherebbero tutte le concessioni date, a partire dal 2010, entro le 12 miglia marine (art. 35) e si annullerebbero gli effetti dirompenti delle concessioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi e del gas naturale e delle opere ad esse connesse, eliminando il loro carattere “strategico” ed il titolo concessorio unico, ovvero, la possibilità di trivellare in un solo passaggio subito dopo le prime indagini sotterranee (artt. 37 e 38).

La richiesta di deliberare inviata dal Coordinamento No Triv Nazionale e sottoscritta da più di 200 tra associazioni e movimenti territoriali e 100 personalità di rilievo del nostro Paese, è stata un’ulteriore spinta affinché si raggiungesse questo importante traguardo.

Apprendiamo dai comunicati ufficiali che martedì 15 settembre presso la Regione Puglia, si terrà la conferenza dei capigruppo per decidere il giorno in cui sarà convocato il consiglio regionale che delibererà sui quesiti referendari.

Come Coordinamento NoTriv – Terra di Bari chiediamo a tutte le forze politiche di dare un segnale forte alla Regione senza fare passi indietro.

Chiediamo anche che il Consiglio sia convocato quanto prima in sessione aperta, dando la possibilità a tutte le realtà che in questi anni si sono opposte alle trivellazioni di partecipare e portare la voce dei territori.

Noi rilanceremo quanto proposto dal Coordinamento Nazionale No Triv ai presidenti dei consigli regionali,nella manifestazione interregionale #18S_NOTRIV che si terrà venerdì 18 settembre alle ore 10.00 all’ingresso Italo-Orientale della Fiera del Levante. Anche perché, lo ricordiamo, le rivendicazioni della piattaforma della manifestazione non si limitano ai referendum, ma constano anche delle richieste alla Regione Puglia di effettuare maggiori controlli sulle acque provenienti dall’invaso del Pertusillo, essendo unico azionista di Aqp S.p.a., di revocare i permessi rilasciati dalla passata amministrazione all’Eni per l’ampliamento della raffineria di Taranto volta alla lavorazione del grezzo di Tempa Rossa, oltre a chiedere una consultazione transfrontaliera con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo

Chiederemo con maggior forza ai governatori delle Regioni del Sud lì riuniti, di attivarsi immediatamente per deliberare e di aprire un fronte contro le trivellazioni, che li veda concretamente impegnati con atti politici ed amministrativi che non lascino spazi a dubbi o porte aperte a futuri ripensamenti.   

Ovviamente vigileremo, pronti a mobilitarci quando la delibera sarà portata alla votazione nel consiglio regionale pugliese. 



illustrazione realizzata da Aladin Hussain Al Baraduni 
per il Coordinamento No Triv Terra di Bari
                                                          Siamo promotori del Copyleft, quindi puoi usare le immagini
 citando, però, la fonte e l'autore.

mercoledì 9 settembre 2015

Manifestazione #18S_NOTRIV - 18 settembre 2015 - Bari, Fiera del Levante



La locandina della manifestazione interregionale contro le trivelle #18S_NOTRIV che si terrà a Bari in concomitanza dell'incontro dei presidenti di regione sul tema delle trivellazioni, presso la Fiera del Levante il 18 settembre prossimo.

_____


A link seguente è possibile scaricare il materiale prodotto per la mobilitazione: locandine e volantini, in diversi formati, a colore e in b/n:  


A questo link è possibile leggere la piattaforma della manifestazione: 

_____

Diffondete e partecipate!




illustrazione realizzata dal Coordinamento No Triv Terra di Bari
ispirata alla locandina di Gil Shuler per il Dracula Ballet
e ad una campagna di comnunicazione di Oil Free Otautahi, 
organizzazione ambientalista contro le trivellazioni nei mari della Nuova Zelanda
animazione di Cooperativa Camera a Sud
                                                          Siamo promotori del Copyleft, quindi puoi usare le immagini
 citando, però, la fonte e l'autore.