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venerdì 5 agosto 2016

26 agosto, Molfetta: Prima proiezione pubblica del documentario "Mare Nostro"



Venerdì 26 agosto, Molfetta, Fabbrica di San Domenico, ore 21:00

Proiezione pubblica del film documentario “Mare Nostro“, incontro con l’autore e i protagonisti del film.


2016 – colore – 56′
Regia: Andrea Gadaleta Caldarola
Fotografia: Andrea Gadaleta Caldarola
Montaggio: Andrea Gadaleta Caldarola
Interpreti: Salvatore Savelmini, Antonio Rana, Vitoantonio Tedesco, Ignazio Salvemini, l’equipaggio di Nicolangela
Musiche: Sviridov Georgy (compositore), “Sacred Love” (titolo brano), Latvian Radio Choir, Klava, Tolstoy (esecutori), Naxos (casa discografica)
Produzione: Andrea Gadaleta Caldarola
Co-produzione: Rosanna Rizzi
SINOSSI
Molfetta, una città del sud Italia che si affaccia sull’Adriatico. Qui il mare non è solo sfondo di paesaggi pittoreschi da cartolina. Pesca e commercio marittimo hanno plasmato nei secoli l’ecosistema sociale ed economico della città. Attraverso le voci di alcuni pescatori, Mare Nostro intreccia e ricompone memorie e frammenti di un luogo in cui i confini tra cronaca e antichi rituali, fatti storici e ricordi personali appaiono sfocati.
NOTE DI REGIA
Mare Nostro, l’ultimo film di Andrea Gadaleta Caldarola, racconta una storia di mare. Il regista torna nella sua città d’origine e ritrae una città sospesa fra cambiamento e continuità, bellezza e rovina. Le architetture della città, le voci dei pescatori, le antiche processioni, le urla dei mercati raccontano di un rapporto col mare antico e profondo sul quale tutta una comunità ha costruito la propria identità. I racconti dei protagonisti, pescatori di Molfetta, riportano alla memoria storie private e fatti storici, frammenti e ricordi che si ricompongono in una storia più grande e complessa.

martedì 22 settembre 2015

Regione Puglia: delibera all'unanimità per il referendum "NO TRIV"



Sotto pressione dei "comitatini", anche la Puglia ha deliberato all'unanimità l'indizione del referendum abrogativo dell'art.35 del "Decreto Sviluppo" e alcune parti dell'art.38 dello "Sblocca Italia".
I cittadini italiani potranno finalmente avere voce in capitolo sulle trivellazioni petrolifere e quindi sul modello di sviluppo che si vuol dare ai territori.
Pur esprimendo grande soddisfazione per il primo passo fatto, il Coordinamento No Triv Terra di Bari vuole ricordare a tutt* che questo "È SOLO L'INIZIO"!

Coordinamento NoTriv - Terra di Bari


Le conclusioni del Governatore Michele Emiliano 
sul dibattito portato avanti dai gruppi consiliari.


Il momento del voto in Consiglio 

L'edizione del TGR Puglia del 22/09/2015 - ore 14: 


foto e video di Rosanna Rizzi

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lunedì 21 settembre 2015

Croazia: "Il Governo Centrale agisce silenziosamente per approvare i piani di trivellazione in mare"

Appello di Sam Evich portavoce di  Clean Adriatic Sea Alliance 





"Il Governo Centrale Croato, approfittando della crisi umanitaria e dell'afflusso dei rifugiati sul proprio territorio, sta facendo passare in silenzio i propri piani di trivellazione nell'Adriatico.
Non vi sono comunicazioni con i media, non vi sono informazioni sui siti istituzionali, tranne sul nostro profilo twitter [https://twitter.com/CleanAdriatic], ma quello che è certo è che giovedì prossimo, 24 settembre 2015, è pronto a firmare tutti i contratti relativi alle prospezioni in Adricatico, con INA, ENI e MedOilGas, oltre ai contratti su terra ferma.
Quando ho sentito la notizia mi sono sentito male. Ciò che rende questo momento ancora peggiore è che il popolo croato non è stato informato adeguatamente durante il processo di ricerca e il progetto continua ad andare avanti, senza che la maggior parte della popolazione ne conosca i dettagli.
CASA ha lavorato quasi ininterrottamente per 2 anni, e anche se mancano solo 3 giorni a giovedi, tutti hanno lavorato troppo duramente per appendere ora le scarpe al chiodo. Indipendentemente dal risultato, vogliamo farvi sapere che c'è ancora la speranza incrollabile di andare avanti.
Se ci credete anche voi e vi sentite inclini ad agire per fermare questa follia, vi chiedo di agire prima di giovedì, di intraprendere qualunque azione possa accendere una scintilla per alimentare il fuoco di cui abbiamo bisogno.
Se non mostrerà i suoi frutti giovedi, lo farà poco dopo.
Pertanto, nonostante sarà difficile rompere il silenzio dei media, vi preghiamo di continuare a condividere e a ritwittare i nostri post con quanta più gente possibile.
Per chiunque tra voi abbia contatti influenti, connessioni di alto profilo, chiunque essi siano nella società, vi preghiamo di contattarli ADESSO.
Ad esempio, sentitevi liberi di condividere questa lettera al Papa scritta da diversi cittadini del mondo: http://bit.ly/1CtJi2t
Se il Papa spendesse pubblicamente qualche parola contro le trivellazioni nell'Adriatico, immaginiamo che avrebbe un certo effetto sulla popolazione, sul paese, sui suoi leader.
Se avete suggerimenti ed idee, siete invitati a condividerle su twitter con un messaggio privato al profilo @CleanAdriatic.
Grazie per la vostra attenzione e per il vostro sostegno.
Spero che potremo agire insieme per proteggere il mare Adriatico.
Cordiali saluti,
Sam Evich
Fondatore di Clean Adriatic Sea Alliance"

foto di Felisiano Bruni
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mercoledì 9 settembre 2015

Manifestazione #18S_NOTRIV - 18 settembre 2015 - Bari, Fiera del Levante



La locandina della manifestazione interregionale contro le trivelle #18S_NOTRIV che si terrà a Bari in concomitanza dell'incontro dei presidenti di regione sul tema delle trivellazioni, presso la Fiera del Levante il 18 settembre prossimo.

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A link seguente è possibile scaricare il materiale prodotto per la mobilitazione: locandine e volantini, in diversi formati, a colore e in b/n:  


A questo link è possibile leggere la piattaforma della manifestazione: 

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Diffondete e partecipate!




illustrazione realizzata dal Coordinamento No Triv Terra di Bari
ispirata alla locandina di Gil Shuler per il Dracula Ballet
e ad una campagna di comnunicazione di Oil Free Otautahi, 
organizzazione ambientalista contro le trivellazioni nei mari della Nuova Zelanda
animazione di Cooperativa Camera a Sud
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giovedì 3 settembre 2015

18 Settembre: "Siamo NoTriv, quindi antifascisti e antirazzisti."




Non pensiamo che la lotta contro le trivellazioni petrolifere e, più in generale contro ogni devastazione ambientale, possa prescindere dall'abbattimento dell’attuale sistema economico. Il capitalismo sacrifica i diritti di tutti i popoli in nome del profitto di alcuni.

Il cambiamento climatico, la privatizzazione dei beni comuni, la distruzione dei nostri territori, sono facce della medesima medaglia. Modificare i nostri stili di vita e limitare i consumi è certamente importante, ma non basta. Occorre rovesciare il sistema capitalista. Per questo vediamo la battaglia No Triv come un segmento importante di un percorso più grande, che supera i confini asfittici di un’istanza semplicemente ambientalista.

Del resto avversiamo un sistema che mercifica e riduce allo sfruttamento qualsiasi cosa. E la nostra risposta deve essere adeguata.

Parliamo di diritti. Di tutti i diritti. Dei diritti di tutti.

Viviamo in un'Europa che garantisce lo spostamento delle merci, ma non delle persone. Migranti che scappano da guerre, regimi e povertà che non sono altro che il frutto del medesimo sistema.
Per questo, riteniamo che non si possa essere contro le trivellazioni e contemporaneamente contro quelle persone che hanno la sola colpa di essere in difficoltà.
Non si può voler difendere i nostri mari dal pericolo del petrolio e tollerare che vi ci muoiano degli innocenti.

Non si può essere ecologisti e contemporaneamente razzisti tentando di far emergere una pericolosa visione di tipo identitario del territorio, al contrario,
vogliamo che il nostro coordinamento sia inclusivo e aperto, specie in vista della manifestazione del 18 settembre.

Non ci teniamo a stare in piazza, nelle assemblee o persino al bar, con chi crede che i diritti da tutelare siano solo i propri o quelli del proprio territorio, e che sulle proprie pagine facebook condividono link NoTriv e subito dopo porcherie di stampo razzista.

SIAMO NO TRIV, QUINDI ANTIRAZZISTI.


foto di Felisiano Bruni
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mercoledì 26 agosto 2015

Piattaforma Manifestazione Interregionale - 18 settembre 2015 a Bari

La piattaforma della manifestazione interregionale notriv che si terrà il 18 settembre a Bari presso la Fiera del Levante, in concomitanza con la Conferenza delle Regioni del Sud dei Presidenti di Regione. 



Con il decreto “Sblocca Italia” e le nuove concessioni per le ricerche di idrocarburi, il governo Renzi sta lanciando un’offensiva terrificante contro i nostri territori: li sta trasformando in un terreno di conquista privo di qualsiasi regola per le multinazionali del petrolio, pronte a distruggere l’ambiente, rovinare la nostra salute e calpestare i nostri diritti in nome dei propri profitti.
La Puglia ad oggi è una delle regioni nel mirino dei petrolieri. Ben 9, infatti, dei 12 permessi di ricerca iscritti in Gazzetta Ufficiale e rilasciati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare riguardano le nostre coste, dell’Adriatico e dello Ionio.
La stessa fase di prospezione, che vede l’utilizzo della tecnica denominata “Air Gun”, risulta già essere altamente impattante sull'ambiente, con danni alla flora e alla fauna marina, e assolutamente pericolosa considerando che alcuni dei siti scelti dalle multinazionali del petrolio vedono la presenza, nel fondale, di ordigni bellici della seconda guerra mondiale e del conflitto nell’ex – Jugoslavia, come dimostrato dalle mappe nautiche e della Marina Militare.
Lo scempio si abbatterebbe non solo su alcuni dei luoghi più belli e a maggiore vocazione turistica - le Isole Tremiti, Polignano a Mare, Monopoli e l’alto Salento - ma anche più fragili, come Taranto, oggetto da troppi anni di una devastazione ambientale dovuta al capitale.
La retorica, ormai stantia, è sempre la stessa: il petrolio porta ricchezza. Eppure, la distruzione della Basilicata, un territorio ricco di natura e storia, ad opera dei petrolieri, dovrebbe dimostrare più di tante chiacchiere quali siano i veri effetti delle trivellazioni.
Quando in Lucania, venti anni fa, si scoprì il petrolio, tutti i politici locali e nazionali accolsero la novità millantando un arricchimento per la popolazione e un aumento dei posti di lavoro, benefici che evidentemente non ci sono mai stati.
Dopo vent'anni, infatti, la situazione che ci troviamo di fronte è questa: la Basilicata è, secondo i dati dell’Istat, la regione più povera d’Italia con un forte tasso di emigrazione, sono infatti oltre 3.000 i giovani che ogni anni lasciano la propria terra; «Nella sola Val d'Agri, l’area in cui l’attività estrattiva è più intensa, ci sono 8 mila persone tra disoccupati e inoccupati», secondo i dati della CGIL; nell'arco di dieci anni le aziende agricole si sono dimezzate, ci dicono i dati della Confederazione Italiana Agricoltori.
Ad aggravare ulteriormente le condizioni si aggiungono i danni permanenti causati dall'inquinamento che leggiamo in un dato agghiacciante: la Basilicata ha una percentuale di morti per tumore più alta della media nazionale, stando alle fonti fornite dall'Associazione Italiana Registro Tumori.
Inoltre, secondo la Commissione Bicamerale sul Ciclo dei rifiuti, le attività di estrazione hanno prodotto oltre 400 siti contaminati.
Questi dati devono allarmare la Puglia, non solo pensando ad un futuro che non vorremmo mai vivere e contro il quale stiamo lottando, ma perché la Basilicata è già nei fatti il presente di molti pugliesi: il Pertusillo, invaso della Val D’Agri che rifornisce anche l’Acquedotto pugliese, mostra, secondo gli studi della Prof.ssa di Geologia dell'Unibas Albina Colella, una consistente presenza di idrocarburi – oltre i valori consentiti dall'Istituto della Sanità – e addirittura di metalli pesanti derivanti probabilmente dalle sostanze lubrificanti utilizzate per le trivelle.
Di fronte a questo scenario pretendiamo atti forti e concreti. I ricorsi della Regione Puglia e Regione Calabria al TAR del Lazio contro i nuovi premessi di ricerca ci sembrano solamente il minimo indispensabile che entrambe le istituzioni potessero fare. In primis, perché il ricorso non è un atto di indirizzo politico, ma semplicemente una contestazione della procedura amministrativa; in secondo luogo, perché nessuno assicura che il TAR, specialmente alla luce del decreto“Sblocca Italia”, possa esprimersi in maniera favorevole. Del resto, il caso del rigetto del ricorso sulla TAP parla chiaro.Chiediamo, pertanto, un impegno da parte dei consigli regionali - ne sono sufficienti cinque - nell’adozione di una delibera volta a indire un referendum popolare per:
  • l’abolizione dell’art. 35 del “Decreto Sviluppo”, che riguarda i procedimenti in mare entro le 12 miglia, potrebbe bloccare ben 50 nuove concessioni, tra cui le più recenti pugliesi;
  • l’abolizione degli artt. 37 e 38 dello “Sblocca Italia”, che oggi consentono di applicare le procedure semplificate e accelerate sulle infrastrutture strategiche ad una intera categoria di interventi, senza che vengano individuate le priorità e che venga chiarito il "piano delle aree", come previsto dalle leggi vigenti, e senza che si applichi la Valutazione Ambientale Strategica. L’abolizione dei suddetti articoli, inoltre, restituirebbe alle Regioni la competenza sulla Valutazione di Impatto Ambientale, mettendo fine ad un ignobile commissariamento da parte del Ministero dell’Ambiente, volto a facilitare le multinazionali del petrolio.
Purtroppo i tempi sono davvero strettissimi: la dead-line per indire un’eventuale consultazione referendaria nella primavera 2016 è il 30 settembre prossimo. Il governatore Emiliano, dopo settimane di dichiarazioni in cui si esprimeva contrario alle trivellazioni, ha infine chiarito di non avere la reale volontà di fare questo passo. Ha affermato che il “referendum chiesto dalle Regioni apre scontro istituzionale con Governo assai dannoso per tutti” (TW, 16/08/2015). Ne deduciamo che le proposte dei movimenti No Triv darebbero troppo fastidio al governo Renzi e rischierebbero di mettere il governatore in cattiva luce nei confronti del Presidente del Consiglio.
Dinamiche queste di cui a noi interessa davvero poco e dalle quali ci sentiamo completamente estranei. Pretendiamo che la Regione Puglia, assieme alle altre, faccia quanto di propria competenza per tutelare la salute del territorio e delle popolazioni che lo vivono. Di assai dannoso vediamo solo delle scelte politiche che non vanno in questa direzione.
Non vogliamo affatto essere un movimento No Triv “non nel mio giardino”. È per questo che le nostre richieste non riguardano solamente le nuove concessioni sbloccate dal Ministero dell’Ambiente, chiediamo infatti che la regione Puglia revochi immediatamente i permessi concessi all’Eni dall’amministrazione Vendola per il potenziamento della raffineria di Taranto, volto a lavorare il grezzo estratto impunemente dalla zona di Tempa Rossa in Basilicata, pericolosamente vicina, peraltro, ad un’area naturalistica.


Allo stesso tempo siamo preoccupati per le ultime novità che vengono dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Croazia, Montenegro, Albania e Grecia stanno avviando aste pubbliche per il rilascio di concessioni di ricerca e coltivazione idrocarburi nell’Adriatico e nello Jonio. Considerata la natura di questi mari, la loro ridotta dimensione ed il ridotto ricambio di acqua rispetto al mare aperto, anche un solo incidente potrebbe generare un disastro ambientale. E non dimentichiamo la presenza di depositi di ordigni bellici, anche a caricamento chimico, dimostrata dalle nostre osservazioni presentate al Ministero dell’Ambiente. Immaginate cosa accadrebbe se solo una di queste bombe venisse interessata dall’azione dell’Air Gun o di una trivella!


E’ pertanto urgente e indifferibile avviare una consultazione transfrontaliera con tutti i paesi che hanno progetti di sfruttamento delle risorse fossili off-shore!


Convochiamo, insieme alle realtà che hanno condiviso il nostro percorso fatto di assemblee ed incontri informativi, una mobilitazione interregionale il 18 settembre 2015, giorno in cui, presso la Fiera del Levante, si terrà un incontro tra i Governatori di Regione proprio sul tema delle trivellazioni.


Vogliamo che sia una manifestazione aperta, partecipata e costruita dal basso, che non cerchi sterili tavoli, ma ribadisca alle istituzioni regionali che è necessario agire velocemente. Le dichiarazioni cui non seguono azioni concrete resteranno per noi inutili chiacchiere da campagna elettorale. 

Ribadiamo con profonda convinzione che le nostre vite valgono più dei loro profitti.



Adesioni al 17 settembre 2015

Coordinamento NoTriv Terra di Bari
Coordinamento Nazionale NoTriv – Sezione Abruzzo
Coordinamento NoTriv Basilicata
No Trivelle in Sardegna
Garganistan Movement NoTriv
Coordinamento NoTriv Lombardia
Comitato Popolare No Trivelle di Licata Gruppo
NoTriv Salute e Ambiente di Cento
Comitato NoTriv Grassano
Comitato NoTriv di Brindisi Montagna (Pz)
Comitato Molese contro le trivellazioni
RTC Rete Territoriale dei Conflitti - Salento
Comitato Bonifica Molfetta
Osservatorio per la legalità e la difesa del Bene Comune di Giovinazzo
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune – Venezia
Contramianto e Altri Rischi Onlus
Coordinamento Difesa Patrimonio Culturale contro le Devastazioni Ambientali
Comitato No Gasaran Seregnano
Comitato Democrazia e Partecipazione Bordolano
Comitato Popolare “MO’ BASTA” – Potenza
Comitato SS 275
Forum per la tutela della legalità e del territorio Stefano Gioia
Collettivo Libertario Rivoltiamo La Terra
A.B.A.P. – Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi
ISDE – Puglia
FAI – delegazione di Bari
Associazione Ambiente Venezia
Associazione Città Plurale – Matera
Associazione dei giardini storici di Bari
Associazione di promozione sociale M/APP – Mestieri e Arte Popolare Pugliese
Terre del Mediterraneo - Bari
Mordi La Puglia
L’Altra Puglia
Associazione Artemia Salina Margherita di Savoia
Coordinamento NoTriv BAT
Associazione Abruzzo Beni Comuni
Associazione Teramo 3.0
Circolo Arci Carlo Cafiero – Barletta
Masseria dei Monelli APS
Associazione Eugema Onlus
Associazione LIBRIAMOLA
Primalepersone – APP
Club della Canzone d’Autore di Bari
Confederazione Cobas Brindisi
Cobas Scuola Bari
Lista Civica Italiana
Rete Civica Italiana
Altra Puglia
Rivoltiamo la Precarietà
Convochiamoci per Bari
ARCA – Centro di Iniziativa Democratica di Bari
Azione Civile Nazionale
Azione Civile Abruzzo
Sezione Puglia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica
Mediterraneo No Triv
Coordinamento NoTriv Sicilia Sud-Orientale
Ammazza Che Piazza - Taranto
RASPA Rete Associazioni Sibaritide e Pollino per l'Autotutela
Ex-Caserma Liberata - Bari
Stop Trivelle Fasano
Comitato per la tutela delle coste - Monopoli
Associazione Effetto Terra - Bari



foto di Matteo D'Ingeo
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venerdì 21 agosto 2015

Verbale Assemblea Pubblica NoTriv - Bari 18 agosto 2015


L’assemblea pubblica NOTRIV del 18 agosto scorso, tenutasi in piazza Ferrarese a Bari, ha visto la presenza di diversi comitati e collettivi, nonché di molti singoli e singole. Si è descritto lo stato dell’arte: le nove concessioni per le prospezioni geosismiche nei nostri mari sono ormai trascritte in Gazzetta Ufficiale.

Benché Puglia e Calabria abbiano fatto ricorso al TAR del Lazio contro tali procedimenti, è evidente che si tratti del minimo indispensabile che le istituzioni regionali potessero fare. In primis, perché il ricorso non è un atto di indirizzo politico, ma semplicemente una contestazione della procedura amministrativa, ed in secondo luogo, perché nessuno assicura che il TAR (specialmente alla luce del Decreto“Sblocca Italia”)  possa esprimersi in maniera favorevole. Del resto, il caso del rigetto del ricorso sulla Tap parla chiaro.

Serve quindi un atto più forte e concreto, che potrebbe essere l’adozione da parte di almeno cinque consigli regionali, di una delibera volta a indire un referendum popolare per l’abolizione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo, che riguarda i procedimenti in mare entro le 12 miglia. Tale provvedimento da un lato ha vietato le attività petrolifere in mare all’interno delle 12 miglia dalla costa ma dall’altro ha fatto salvi i procedimenti in itinere, rilanciando di fatto alcuni progetti molto impattanti. Pertanto in questo caso il tema del referendum sarebbero i procedimenti in corso in mare all’interno delle 12 miglia per le quali non si è pervenuti ancora alla definizione del provvedimento di autorizzazione finale. Non dimenticando quanto emerso dal documento sottoscritto, tra le altre realtà, dal Coordinamento No Ombrina 2015, in cui si propone di allargare la consultazione referendaria anche agli artt. 37 e 38 dello Sblocca Italia, riguardanti nello specifico l’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi ed il titolo concessorio unico.

Purtroppo i tempi sono davvero strettissimi: la dead-line per indire un’eventuale consultazione referendaria che si attui nella primavera 2016 è il 30 settembre prossimo. Il governatore Emiliano, dopo settimane di chiacchiere e spacconate, ha infine chiarito di non avere la volontà di fare questo passo, dichiarando che il “referendum chiesto dalle Regioni apre scontro istituzionale con Governo assai dannoso per tutti” (TW, 16/08/2015). Anche la stampa regionale non ha ben inteso il senso delle rivendicazioni verso la mobilitazione del 18 settembre, preferendo rimanere sulla posizione dell’indizione di un tavolo istituzionale.
L’assemblea ha infine deciso di promuovere una manifestazione interregionale (il 18/08 a Bari erano presenti anche realtà lucane) per il 18 settembre presso la Fiera del Levante, in concomitanza con la Conferenza delle Regioni del Sud, indetta dai governatori sul tema delle trivellazioni in mare.

Attraverso una mobilitazione partecipata e costruita dal basso, l’obiettivo è premere sulle istituzioni affinché indicano il referendum. Non siamo alla ricerca di un tavolo istituzionale sterile (Emiliano, Pittella e soci sanno benissimo quali siano le richieste dei movimenti NoTriv), ma vogliamo costruire una mobilitazione in grado di esprimere dei rapporti di forza tali da condurre ad un risultato certo. È evidente che, dopo l’esperienza dei referendum per l’acqua pubblica, con una straordinaria vittoria dei movimenti ed una successiva mancata applicazione dei quesiti da parte delle istituzioni, non ci sia troppa fiducia nei confronti dell’arma “consultazione referendaria”: alcuni interventi erano molto critici a riguardo, ma è anche vero che al momento, dal punto di vista procedurale, l’ottenimento dello stesso è l’unico mezzo per bloccare un ingranaggio che sembra girare piuttosto velocemente.

Ovviamente serve anche un lavoro di informazione capillare attraverso volantinaggi, momenti di piazza e tutte le altre forme di comunicazione che possano venire in mente. Ogni gruppo locale si impegnerà sui propri territori.

Nei prossimi giorni (dobbiamo essere davvero molto celeri) verranno discussi nella mailing list Piattaforma e percorso della manifestazione, lanciando altri eventi territoriali di preparazione.

Prossimi appuntamenti:
  •  il 26 agosto è convocata un’assemblea/manifestazione in Piazza Caduti a Barletta, alle ore 19.30;
  • il 30 agosto è convocata l’assemblea della Rete Pugliese “No petrolio” a Monopoli presso la Sala riunioni del Carmine, alle ore 18:00;
  • altre assemblee sono in procinto di essere convocate a Taranto e Molfetta.

Il 12 settembre invece è stata convocata un’altra manifestazione autonoma con diverse realtà ambientaliste (“No Renzi Day”) ed anche Cobas ed altri movimenti costruiranno qualcosa per quella data.

La mobilitazione NOTRIV contro trivellazioni a terra e in mare, in cui far confluire l’adesione dei gruppi regionali e locali che parteciperanno o porteranno il loro contributo, è venerdì 18 settembre presso la Fiera del Levante.

Adesso serve costruire una piattaforma condivisa con pochi punti su cui fissare l’attenzione che siano spunto per proseguire la mobilitazione anche dopo settembre, senza cristallizzarsi solo sulla questione referendaria, ma riprendendo il tema dello Sblocca Italia e sviluppandolo.

Aderiamo numerosi al 18 settembre e diffondiamo le informazioni in tutti i luoghi pubblici!




foto di Rosanna Rizzi
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mercoledì 17 giugno 2015

Fermiamo le trivellazioni. Appello a Regioni e Comuni.




  • Al Presidente del Consiglio della Regione Puglia
  • Al Presidente della Giunta Regione Puglia
  • Al Sindaco della Città Metropolitana di Bari
  • Ai Presidenti delle Province di BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto
  • Ai Sindaci dei Comuni pugliesi


“Sblocca Concessioni Petrolifere”

Apprendiamo dal sito del Ministero dell’Ambiente che lo stesso ha espresso parere favorevole alle richieste di prospezione in 2D ed in 3D delle società Spectrum Geo LTD e Northern Petroleum LTD.
Questa improvvisa accelerazione dei procedimenti ci appare come la risposta del governo Renzi al consolidarsi, su tutto il fronte nazionale, di una ferma opposizione istituzionale e non alle scelte energetiche ed alla volontà politica di “svendere” l’Adriatico alle multinazionali del petrolio.
La manifestazione del 24 Maggio in Abruzzo è stata il campanello d’allarme per l’attuale maggioranza la cui strategia è, evidentemente, finalizzata a dare piena attuazione allo “Sblocca Italia”, delegittimando il testardo lavoro di tutti coloro che si sono attivati per produrre osservazioni, sensibilizzare i territori, organizzato momenti collettivi di piazza, fatto rete.
Aver decretato la compatibilità ambientale delle richieste di prospezione delle due società, significa aver apparecchiato la tavola per l’utilizzo del titolo concessorio unico che permetterà alle stesse di poter passare, direttamente, alla ricerca ed alla coltivazione degli idrocarburi in mare.
A questo punto è necessario che le regioni le cui coste sono interessate dalle concessioni date alla Spectrum, ovvero, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia (quest’ultima è interessata anche dalla Northern Petroleum), impugnino gli atti del Ministero dell’Ambiente dinanzi al T.A.R. entro 60 gg. o dinanzi al Capo dello Stato entro 120, dando continuità ai pareri negativi espressi negli scorsi anni sia politicamente, con delibere di giunta e consiglio regionale sia sotto l’aspetto amministrativo, ricorrendo, nel caso della Puglia, nel Marzo del 2015, alla Corte Costituzionale verso gli artt. 37 e 38 dello “Sblocca Italia” specifici sul tema della ricerca d’idrocarburi a terra ed a mare.

I Movimenti, le Associazioni, i Comitati e i Coordinamenti pugliesi

CHIEDONO

alle Regioni di impugnare, dinanzi al TAR, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 marzo 2015 che da attuazione allo “Sblocca Italia” e aggiorna il “disciplinare - tipo”, relegando le Regioni a un ruolo del tutto marginale e di promuovere, contestualmente, il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale.

al Consiglio della Regione Puglia appena eletto e al suo Presidente Michele Emiliano di confermare quanto espresso nella recente consultazione elettorale rispetto al tema delle trivellazioni con tutti gli strumenti politici ed amministrativi possibili.

ai Comuni, Province ed Aree Metropolitane, coinvolte nei procedimenti, esprimano la propria opposizione con i rispettivi Consigli, prendendo una posizione netta verso le scelte energetiche del governo Renzi e lo “Sblocca Italia” di cui, come già detto, queste concessioni sono un primo passo verso l’attuazione. Dimostrino la loro contrarietà, ricorrendo al TAR, assumendosene l’onere economico. Il supporto tecnico e amministrativo degli Enti locali è ancora più importante oggi, in un momento in cui l’attività regionale è rallentata dal processo di insediamento del nuovo Consiglio.

Noi vigileremo affinchè ciò si verifichi e proseguiremo nell’operazione di critica delle scelte e sensibilizzazione dei territori su quanto sta avvenendo. E’ il momento di rimettere al centro l’unità di tutti coloro che si oppongono, da sempre, a questa idea di sviluppo vecchia e senza ritorno, anche scendendo in piazza e manifestando il proprio dissenso verso chi, nella classe politica attuale, “senza se e senza ma” appoggerà le scelte del governo centrale.
Lunedì 15 giugno 2015



Finora hanno sottoscritto le seguenti realtà territoriali pugliesi:


Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili - Monopoli • Coordinamento No Triv - Terra di Bari • Comitato per la Tutela del Mare del Gargano • Greenpeace • Peacelink • No Triv Taranto • Rete No Triv Gargano • A.B.A.P. - Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi • Contramianto e altri rischi onlus • Comitato Legamjonici contro l’inquinamento di Taranto • Movimento No al Carbone • Stop TTIP Puglia • Rete della Conoscenza - Puglia • Unione degli Studenti - Puglia • Link Puglia • ACT Bari • Associazione Dottorandi Italiani - Puglia • Arci - Puglia • Open Puglia • Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori/Provincia di Bari • Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori/Monopoli • Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori/Valle D’Itria • Ambiente Puglia • Associazione Fare Verde di Bari • Istituto Nazionale di Urbanistica - Sezione Puglia • Comitato Bonifica Molfetta • Coordinamento per la Difesa del Patrimonio Culturale contro le Devastazioni Ambientali • RTC - Rete Territoriale dei Conflitti Salento • BAM - Bari Azioni Metropolitane • Brindisi Bene Comune • Comitato Bene Comune Trani • Gruppo Archeologico Garganico “S. Ferri” • Comitato Parco Lama Belvedere • Circolo Decrescita Felice di Bari • Associazione culturale La Materia e La Forma • ALBA  Nodo di Bari • CTG Egnatia Monopoli • FIAB Bari Ruotalibera • Collettivo Libertario Rivoltiamo La Terra - Barletta • APS M/APP • Circolo Arci Tuglie • Comitato “Il Borgo” • Confederazione Cobas Brindisi • Cobas Scuola Puglia • 1.000  x Taranto • AltraPolis - Laboratorio Urbano di Cittadinanza Attiva - Monopoli • Comitato Costa Libera Monopoli • NaturalMENTE • Movimento “manisporche” Monopoli • Movimento In Comune Fasano  • Associazione Terra d’Egnazia • Forum Agenda 21 - Molfetta • Salvaciclisti - Terre del Sud • Comitato Salute e Ambiente SudESt - Mola di Bari • L'AltraMola - Mola di Bari • DifferenziaNoci  • Associazione Zona Franka • Associazione Effetto Terra - Bari


foto di Felisiano Bruni - RumoreCollettivo
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lunedì 5 gennaio 2015

L'ENI ottiene dalla Croazia una concessione per trivellare di fronte alle coste pugliesi



Nonostante in tutto il resto del mondo il petrolio si stia rivelando un inutile investimento energetico a fronte degli enormi danni ambientali sofferti dai territori, l'ENI ha da poco ottenuto una concessione in Croazia per trivellare lungo la linea di confine delle acque italiane.
L'ENI si è aggiudicata un'area di oltre 12 mila chilometri quadrati di mare posta davanti alle coste pugliesi ed abruzzesi, mentre altre aziende, quali l'inglese MedOilGas, l'americana Marathon Oil, l'austriaca Omv, la croata Ina e l'ungherese Mol, altre concessioni per un totale di dieci aree.
Entro il 2 aprile saranno formalizzati gli accordi di esplorazione con i candidati vincitori ed avviate le ricerche di idrocarburi.

Molto critiche le reazioni di 
rappresentanti del settore turistico croati dato l'impatto negativo che le trivellazioni avranno sulle coste, e delle associazioni ambientaliste, come Zelena akcija (Azione Verde) che considera inaccettabile la decisione del governo croato, in quanto la gara per le concessioni è stata avviata senza le necessarie precauzioni e senza la consultazione della popolazione. Inoltre non vi è alcun documento per la gestione strategica e la tutela dell'ambiente marino e delle zone costiere stipulato con i paesi prospicienti che impedisca di svolgere attività potenzialmente dannose nel Mare Adriatico. Toni Vidan, responsabile del programma energetico di Azione Verde, denuncia l'assenza di un adeguato studio di impatto ambientale e che la decisione sia stata presa a porte chiuse, lontano dagli occhi del pubblico e fuori dall'ordinario dibattito in Parlamento. 

Il governo italiano tace, mentre si prepara ad allargare le maglie per le concessioni di autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi con lo Sblocca Italia in nome di un "alleggerimento della bolletta energetica" per i cittadini. 

Ma a quale prezzo?

E' notizia di qualche giorno fa il ritrovamento di un'altra carcassa di delfno sulle spiagge di Bari e di alcune tartarughe a Barletta. Pesca a strascico o air-gun?

Fonti:


  foto di Nicoletta "Nikka" Mezzina 
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giovedì 13 novembre 2014

Lo “Sblocca-Italia” è legge. Ma in cosa consiste?



Lo Stato interviene autonomamente su temi come la produzione energetica e la salvaguardia ambientale, riducendo drasticamente lo spazio d’azione di enti locali e Regioni interessate dalle scelte nazionali, ricorrendo, eventualmente, al “commissario speciale”, di cui abbiamo già visto i risultati a L’Aquila  o all’Expo.

Per i progetti di prospezione, ricerca, estrazione d’idrocarburi, alle infrastrutture dedicate al trasporto, alla rigassificazione e allo stoccaggio sotterraneo del gas è stato precisato che sono “d’interesse strategico, pubblica utilità, urgenti e indifferibili” (Art 36, 37, 38). 

L’obiettivo dichiarato è quello di raddoppiare le estrazioni nazionali di idrocarburi.

Per noi pugliesi questo significa che, verosimilmente, verrà dato il via libera a tutte le istanze di ricerca nei mari Adriatico e Jonico. Le multinazionali potranno tranquillamente trivellare le nostre coste, da Taranto alle Isole Tremiti, con effetti devastanti per l’economia locale (pesca e turismo soprattutto), modificando per sempre la bellezza dell’ ambiente marino (e non solo), con seri rischi per la nostra salute.


Ci riguarda molto da vicino anche ciò che lo Sblocca-Italia comporterà in Basilicata, regione già colpita dall’illusione del petrolio. Secondo diversi studi, l’attività d’ estrazione petrolifera sta inquinando l’invaso del Pertusillo, una fonte d’acqua che rifornisce anche l’Acquedotto Pugliese. Vi si registrano infatti grandi quantità d’ idrocarburi e metalli pesanti, come l’alluminio. In aggiunta a questo scenario, il progetto Tempa Rossa, fortemente voluto dalla Total, oltre alle trivellazioni a ridosso di una zona protetta, prevede che sia la raffineria Eni di Taranto a lavorare il petrolio grezzo (la Regione Puglia ha sciaguratamente già concesso i permessi per il potenziamento della raffineria con l’aumento delle emissioni). 
Ovvero, più cemento per allargare il porto cui attraccheranno le navi per portare via il petrolio e, soprattutto, aumento dell’inquinamento in una città già violentata dalla presenza dell’Ilva.


Il Coordinamento partecipa allo sciopero sociale del #14N per denunciare tali scelte e chiedere l’abrogazione degli artt. incriminati. 
Questo Medioevo della società contemporanea deve terminare!


martedì 11 novembre 2014

Contro lo Sblocca Italia il Coordinamento NOTRIV Molfetta scende in piazza il #14N


Lo Sblocca Italia è stato definitivamente convertito in legge al Senato a colpi di fiducia, ignorando le modifiche sollecitate dalle reti e dai comitati di cittadini. 

Le nuove norme incentivano un'economia dipendente dai combustibili fossili favorendo trivellazioni e mettendo a rischio la salute dei territori e delle comunità.

Nella nostra regione vi sono già quattro istanze per giacimenti di idrocarburi nell'Adriatico da parte della multinazionale Global Petroleum Limited, mentre nello Jonio la Global Med Llc minaccia di avviare nuove ricerche a pochi km dalle coste di Leuca.
Le conseguenze scellerate di tale modello energetico sono ben visibili nella vicina Basilicata, dove le contaminazioni da idrocarburi dovute ai pozzi in Val d’Agri giungono sino all’invaso del Pertusillo, bacino che fornisce di acqua potabile l’assetata Puglia.

Per rivendicare il nostro diritto al futuro basato su uno modello di sviluppo sostenibile e una gestione democratica dei territori il Coordinamento NOTRIV Molfetta aderisce allo SCIOPERO SOCIALE del 14 novembre.

Appuntamento in Piazza Umberto a Bari venerdì 14 alle ore 10. 



Laboratorio per l'organizzazione dello Sciopero Sociale a Bari

lunedì 6 ottobre 2014

INSOSTENIBILE, INCOMPATIBILE, NON DISCUSSO… E ANCHE INCOSTITUZIONALE!

Le contraddizioni del decreto “Sblocca Italia”, che rischia di sancire la nuova via italiana al petrolio



Lo spiaggiamento di un capodoglio, avvenuto a Polignano a Mare lo scorso 29 settembre, è l’ennesima dimostrazione dell’incompatibilità esistente tra trivellazioni petrolifere e sviluppo di un’economia sana ed ecosostenibile.
Molti studi scientifici parlano espressamente di un collegamento esistente fra gli spiaggiamenti di capodogli e tartarughe e le prospezioni petrolifere effettuate tramite air-gun, con successivi danni ambientali, ricadute d’immagine per i territori e costi sociali per la rimozione delle carcasse, che finiscono per ricadere sulle tasche della collettività.
Ritenere che le amministrazioni regionali non debbano aver nessun peso sulla determinazione di questo tipo di scelte, è un palese controsenso. Da anni i territori chiedono un tavolo aperto per discutere delle scelte energetiche del Paese, con una visione chiara e nel rispetto del ruolo di ognuno.
L’accelerazione che il Governo sta imponendo sulla conversione in legge del Decreto “Sblocca Italia”, con particolare riferimento agli artt. 36, 37 e 38, è tuttavia l’evidente dimostrazione di non volere alcuna interlocuzione con i territori.
In esso, oltre alla drastica e riduttiva semplificazione delle procedure per l’ottenimento delle autorizzazioni per prospezioni e trivellazioni petrolifere, è previsto il totale esautoramento di ogni potere concorrente delle Regioni, sacrificando gli artt. 117 e 118 della Costituzione all’altare di una nuova “era del petrolio”.
La definizione di un’ “Intesa” con le Regioni è un elemento fondamentale, sancito dalla Costituzione e a più riprese riconosciuto da diverse sentenze della Corte Costituzionale, e tuttora vigente data la non ancora intervenuta modifica del Titolo V della Costituzione.
A maggior ragione, questo vale per i procedimenti riconosciuti dallo Stato come “strategici”, fermo restando che, all’improvviso, non tutte le attività di produzione di energia possano diventarlo per decreto.
A fronte di questo attacco, riteniamo valido ma chiaramente insufficiente il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni il 19 settembre 2014, teso a una pur attenta “revisione” degli articoli relativi agli idrocarburi.
Chiediamo con forza, alla Regione Puglia di approvare un nuovo o.d.g. con il quale venga sancito l’impegno al ricorso alla Corte Costituzionale in via principale in caso di mancata revisione degli articoli sulle trivellazioni petrolifere che non rispettano i principi costituzionali, alla stregua di quanto fatto dai Consigli regionali di Basilicata e Abruzzo.
Chiediamo con forza, alla Regione Puglia di farsi promotrice di tale istanza verso le altre regioni e verso la Conferenza stessa, riavviando il percorso che aveva portato cinque consigli regionali (Puglia, Veneto, Abruzzo, Molise e Marche) ad approvare una proposta di legge alle Camere riguardante il “divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi”.
Chiediamo con forza, ai parlamentari pugliesi e ai rappresentanti tutti della Commissione Ambiente di non essere responsabili dell’avvallo a un atto legislativo che, in maniera manifesta, non rispetti i principi della Carta Costituzionale, rendendo “strategiche” tutte le attività energetiche fatta eccezione per quelle rivenienti da fonti rinnovabili.




Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili 
Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi
Brindisi Bene Comune
Comitato Balneari Puglia
Comitato No al Carbone Brindisi
Comitato per la Tutela del Mare del Gargano 
Comitato Tutela Porto Miggiano 
Contramianto e altri rischi onlus
Coordinamento Naz. No Triv
Coordinamento No Triv - Terra di Bari
Garganistan
Gruppo Archeologico Garganico Silvio Ferri 
Legambiente Puglia
Movimento Stop Tempa Rossa Taranto
PeaceLink
 Rete No Triv Gargano
Salviamo il Paesaggio - Terra di Bari
Wwf  Puglia 
(PUGLIA)
Comitato Med No Triv
Comitato No Scorie Trisaia 
Ola - Organizzazione lucana ambientalista
(BASILICATA)
Comitato No al Petrolio nel Vallo di Diano 
(CAMPANIA)
Associazione culturale Sciami 
Comitato No Triv Sicilia
(SICILIA)



foto di Felisiano Bruni - RumoreCollettivo
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