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domenica 20 settembre 2015

REFERENDUM NOTRIV: È SOLO L'INIZIO


COMUNICATO STAMPA DELL'ASSEMBLEA DELLA MOBILITAZIONE INTERREGIONALE #18S_NOTRIV - Bari, Fiera del Levante, 18 settembre 2015


Il 18 settembre 2015 in concomitanza con la Conferenza delle Regioni del Sud sul tema delle trivellazioni, a cui hanno partecipato i Presidenti di Regione Puglia, Basilicata, Calabria, Marche, Molise e Abruzzo presso la Fiera del Levante di Bari, si è svolta fuori dalla stessa Fiera la manifestazione interregionale  #18S_NOTRIV, promossa da comitati e associazioni notriv che, nei giorni precedenti, in vista dell’evento, avevano sottoscritto una piattaforma comune.

Al presidio, che sin dalla mattina Prefetto e forze dell’ordine avevano tentato di tenere relegato su un marciapiede lontano dall'ingresso della Fiera, hanno preso parte circa 300 esponenti di realtà provenienti da Puglia, Basilicata e Calabria.
Nonostante l’implacabile calura, la manifestazione, vivace e colorata che ha visto la partecipazione di un simpaticissimo “servizio d’ordine” di clown army, si è spostata, con striscioni, bandiere, altoparlanti, verso l’ingresso della Fiera, ignara dello schieramento in assetto offensivo della polizia.

Mantenendo una costante attività di trattativa, la manifestazione ha insistito per poter delegare almeno due portavoce per ognuna delle regioni presenti, riuscendo alla fine però ad esprimerne tre, ottenendo in questo modo un canale di rappresentanza diretto del presidio.

I delegati di Puglia, Basilicata e Calabria hanno partecipato, assieme a Carmela La Padula, referente del Coordinamento Nazionale NoTriv, al vertice e alla successiva conferenza stampa. Hanno preso la parola davanti a tutti i delegati delle associazioni - Greenpeace, WWF, Legambiente - e comitati pugliesi già presenti in sala, e alla stampa locale e nazionale, spiegando le ragioni del presidio.

L’obiettivo che ci si era posti è stato raggiunto, ovvero consegnare alle istituzioni presenti i documenti redatti dalle realtà territoriali delle varie regioni presenti e non: la piattaforma della manifestazione, sottoscritta da 64 realtà; le richieste del Coordinamento NoTriv Terra di Bari, già protocollate presso la Regione Puglia il 25 agosto scorso; gli appelli del Coordinamento NoTriv Basilicata e del Comitato popolare NoTriv Licata.

Al termine del presidio e dell'incontro con i Presidenti di Regione, si è tenuto all’esterno della Fiera del Levante un momento organizzativo e di riflessione che ha permesso di arrivare ad alcune conclusioni e proposte.

Tutti i partecipanti hanno valutato positivamente il fatto che 9 regioni (ad oggi siamo già a 12 e la Basilicata ha già deliberato) abbiano finalmente calendarizzato, a seguito delle tante mobilitazioni sviluppatesi sul territorio nazionale, la votazione nei rispettivi consigli regionali delle delibere per la richiesta di consultazione referendaria per abrogare l’art.35 del "Decreto Sviluppo" e alcune parti dell’art.38 dello “Sblocca Italia”. Sottolineando, però, la preoccupazione per la posizione del Presidente della Regione Calabria che, avendo stabilito il proprio Consiglio Regionale in data 28 settembre e, nonostante l'apertura durante la conferenza ad anticipare lo stesso, sembra non aver compreso appieno i tempi e le prassi procedurali.
Ora più che mai quindi, si evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione lanciando presidi fuori dai consigli regionali, calendarizzati e non, per blindare politicamente la delibera.

Si è inoltre convenuti sul fatto che la nostra azione politica non possa e non debba in nessun caso appiattirsi sui referendum, ma che si debba continuare con determinazione ad allargare e a rafforzare una rete interregionale inclusiva, che sappia ancor più radicare il riconoscimento sul territorio delle assemblee aperte e costruite dal basso, quali luoghi di confronto e di decisione strategica, in grado di rilanciare  e connettere le innumerevoli vertenze territoriali.

Infatti, la stessa piattaforma della manifestazione non rivendicava solo la necessità dei referendum e delle consultazioni transfrontaliere con gli altri Paesi del Mediterraneo, ma constava anche di altri punti fondamentali: la tutela e la valorizzazione dell’acqua, dell’agricoltura, della pesca, del turismo, e della salute delle popolazioni, iniziando dai controlli sulle acque dell’invaso del  Pertusillo; il blocco dell’ampliamento della raffineria dell’Eni di Taranto in cui viene stoccato il greggio di Tempa Rossa; la presenza delle cosiddette “navi dei veleni” nell'area ionica calabrese.

Un'altra considerazione va fatta, invece, sul tentativo da parte dei Presidenti di Regione di purificare questa importante calendarizzazione di ogni legittimità politica e di ogni significato oppositivo nei confronti dell'attuale Governo Renzi, di fatto il titolare dell'ansia distruttrice e di accreditamento lobbistico, svelata attraverso le varie autorizzazioni a procedere con le attività di ricerca e prospezione. Ci sembra, infatti, ipocrita e strumentale l’atteggiamento di chi riconosce il problema, si impegna per arginarlo ma non individua i responsabili di questa scelta anacronistica e priva di ogni rispetto dei territori, delle loro peculiarità e dei loro diritti a scegliere il modello più congeniale di sviluppo.

Il risultato politico della giornata del 18 Settembre alla Fiera del Levante è di certo di rilevante spessore, foriero di possibili cambiamenti non solo nelle strategie di comunicazione mediatica, ma riguardanti il riconoscimento oggettivo dell’azione propositiva dei movimenti, che sul terreno dei beni comuni hanno saputo aprire nel nostro Paese, nell'ultimo decennio, uno spazio di ricomposizione sociale ineludibile che in questo momento deve sapersi dotare di una capacità programmatica matura in grado di indicare una concreta prospettiva di transizione a modelli cooperativi e decentrati di produzione e di gestione dell’energia necessaria da rinnovabile pulito.

Si tratta di una sfida di alto profilo, che non ha nulla a che vedere con le valutazioni di merito (che pur devono essere approfondite e mai abbandonate!) degli opportunismi, delle ipocrisie politiciste, tipiche dei voltagabbana carrieristi di partito.
A Bari è venuto a compimento un fatto di portata storica nel nostro Paese. Non dobbiamo sottovalutare che ciò accade in un contesto di cortocircuito tra decisionalità e decisionismo; tra crisi e liberismo; tra cancellazione delle prerogative costituzionali e centralizzazione autoritaria dei poteri statali nelle mani di uno spregiudicato esecutivo.
Dovremo decidere quale piattaforma e quali strategie adottare, considerando che non ci troviamo certo a dover affrontare, nei prossimi mesi e nei prossimi anni a venire, questioni di tipo “soltanto” ambientale.

Dopo il 30 settembre quindi, al netto delle delibere e del deposito dei quesiti referendari da parte delle rispettive Regioni, le varie realtà e associazioni e singoli che sostengono e hanno sostenuto la proposta referendaria del Coordinamento Nazionale No Triv, si sono autoconvocate, in data e luogo da stabilirsi, in un’assemblea interregionale. Anzitutto, per valutare quanto accaduto, i possibili tentativi di “aggiramento” sempre in agguato da parte di una  compagine  politica adusa al rovescio ed ai doppiogiochismi; nonché per approntare e rafforzare un percorso a medio e lungo periodo congiunto e partecipato.
Si è pensato ad un luogo che sia contemporaneamente il più baricentrico possibile e, soprattutto, emblematico degli attuali sviluppi della vicenda estrattiva.


assemblea mobilitazione #18S_NOTRIV



foto di Felisiano Bruni
  Siamo promotori del Copyleft,
quindi puoi usare le immagini citando, però, la fonte e l'autore

domenica 13 settembre 2015

La parola ai consigli regionali



Venerdì 11 settembre, si è tenuta a Roma l’assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali in cui si è affrontato il tema delle trivellazioni.

Tutte le regioni hanno convenuto all'unanimità sulla necessità di deliberare per i referendum abrogativi dell’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 e degli artt. 37 e 38 della legge Sblocca Italia.

In questo modo si bloccherebbero tutte le concessioni date, a partire dal 2010, entro le 12 miglia marine (art. 35) e si annullerebbero gli effetti dirompenti delle concessioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi e del gas naturale e delle opere ad esse connesse, eliminando il loro carattere “strategico” ed il titolo concessorio unico, ovvero, la possibilità di trivellare in un solo passaggio subito dopo le prime indagini sotterranee (artt. 37 e 38).

La richiesta di deliberare inviata dal Coordinamento No Triv Nazionale e sottoscritta da più di 200 tra associazioni e movimenti territoriali e 100 personalità di rilievo del nostro Paese, è stata un’ulteriore spinta affinché si raggiungesse questo importante traguardo.

Apprendiamo dai comunicati ufficiali che martedì 15 settembre presso la Regione Puglia, si terrà la conferenza dei capigruppo per decidere il giorno in cui sarà convocato il consiglio regionale che delibererà sui quesiti referendari.

Come Coordinamento NoTriv – Terra di Bari chiediamo a tutte le forze politiche di dare un segnale forte alla Regione senza fare passi indietro.

Chiediamo anche che il Consiglio sia convocato quanto prima in sessione aperta, dando la possibilità a tutte le realtà che in questi anni si sono opposte alle trivellazioni di partecipare e portare la voce dei territori.

Noi rilanceremo quanto proposto dal Coordinamento Nazionale No Triv ai presidenti dei consigli regionali,nella manifestazione interregionale #18S_NOTRIV che si terrà venerdì 18 settembre alle ore 10.00 all’ingresso Italo-Orientale della Fiera del Levante. Anche perché, lo ricordiamo, le rivendicazioni della piattaforma della manifestazione non si limitano ai referendum, ma constano anche delle richieste alla Regione Puglia di effettuare maggiori controlli sulle acque provenienti dall’invaso del Pertusillo, essendo unico azionista di Aqp S.p.a., di revocare i permessi rilasciati dalla passata amministrazione all’Eni per l’ampliamento della raffineria di Taranto volta alla lavorazione del grezzo di Tempa Rossa, oltre a chiedere una consultazione transfrontaliera con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo

Chiederemo con maggior forza ai governatori delle Regioni del Sud lì riuniti, di attivarsi immediatamente per deliberare e di aprire un fronte contro le trivellazioni, che li veda concretamente impegnati con atti politici ed amministrativi che non lascino spazi a dubbi o porte aperte a futuri ripensamenti.   

Ovviamente vigileremo, pronti a mobilitarci quando la delibera sarà portata alla votazione nel consiglio regionale pugliese. 



illustrazione realizzata da Aladin Hussain Al Baraduni 
per il Coordinamento No Triv Terra di Bari
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mercoledì 9 settembre 2015

Manifestazione #18S_NOTRIV - 18 settembre 2015 - Bari, Fiera del Levante



La locandina della manifestazione interregionale contro le trivelle #18S_NOTRIV che si terrà a Bari in concomitanza dell'incontro dei presidenti di regione sul tema delle trivellazioni, presso la Fiera del Levante il 18 settembre prossimo.

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A link seguente è possibile scaricare il materiale prodotto per la mobilitazione: locandine e volantini, in diversi formati, a colore e in b/n:  


A questo link è possibile leggere la piattaforma della manifestazione: 

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Diffondete e partecipate!




illustrazione realizzata dal Coordinamento No Triv Terra di Bari
ispirata alla locandina di Gil Shuler per il Dracula Ballet
e ad una campagna di comnunicazione di Oil Free Otautahi, 
organizzazione ambientalista contro le trivellazioni nei mari della Nuova Zelanda
animazione di Cooperativa Camera a Sud
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martedì 8 settembre 2015

#AssediamoRenzi - 12/09/2015 - Fiera del Levante, Bari

Il Coordinamento No Triv – Terra di Bari aderisce alla manifestazione #AssediamoRenzi che si terrà sabato 12 settembre alla Fiera del Levante.

[EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/128807330799956/]


Lo fa perché condivide appieno tutte le istanze presentate nell'appello lanciato dall'assemblea delle realtà che lo hanno sottoscritto.

Ci sembra importante, in un momento così complesso del nostro Paese e della regione Puglia, ribadire la contrarietà agli assi portanti delle politiche di questo governo che, per molti punti di vista, portano a compimento quello smantellamento del welfare sociale intrapreso negli ultimi trent'anni.

Scendere in piazza per portare le istanze dei territori e legarle a questioni ampie come la “Buona Scuola”, il “Jobs Act”, lo “Sblocca Italia” e le politiche sull'immigrazione, è necessario per rimarcare la natura “eversiva” di queste leggi e di queste politiche.

Dobbiamo ripartire da una profonda critica delle politiche attuali a livello nazionale, europeo e mondiale, rimettendo al centro tutte quelle esperienze di mutualismo economico e sociale che possano permettere di uscire da una visione per cui ogni soggetto diventa merce di consumo.

La manifestazione #AssediamoRenzi deve essere il primo passo per ribadire l’autonomia dei territori rispetto alle scelte di sviluppo e energetiche, la nostra contrarietà alle imposizioni dall'alto.

Per questo leghiamo fortemente la nostra adesione alla mobilitazione interregionale che ci sarà venerdì 18 settembre, sempre alla Fiera del Levante, nell'ambito dellaconferenza delle regioni del Sud sul tema delle trivellazioni.

Le realtà NOTRIV saranno lì per manifestare il loro dissenso e chiedere ai governatori d’intervenire immediatamente per bloccare le concessioni date dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e tutti i progetti connessi all'estrazione di petrolio e gas naturale.

Invitiamo, pertanto, tutti a partecipare ad entrambe le manifestazioni che devono essere un punto di partenza per una mobilitazione costante e coordinata sui grandi temi contemporanei: il lavoro, l’istruzione, l’immigrazione, i beni comuni e la tutela ambientale.


#AssediamoRenzi
Sabato 12 Settembre 2015
Concentramento Via Napoli, angolo Via Maratona ore 12, presso Fiera del Levante, Bari



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Qui di seguito riportiamo per vostra diffusione e partecipazione, tutti i prossimi appuntamenti in vista della mobilitazione interregionale #NOTRIV che si terrà venerdì 18 settembre a partire dalle 10 presso la Fiera del Levante, ingresso Italo Orientale (Lungomare Starita 4, nei pressi del Cus Bari): 

▶ Martedì 8 settembre, dalle ore 20:30 incontro pubblico NOTRIV organizzato dalla sezione locale di Legambiente presso il "Giardino Mediterraneo"- Andria con il geologo Francesco Bartucci, membro del comitato scientifico di Legambiente Puglia

▶ Giovedì 10 settembre
╺ a Molfetta (Ba) alle ore 19,00 assemblea pubblica NOTRIV in piazza Principe di Napoli
[https://www.facebook.com/events/605826629557350/]
╺ a Modugno (Ba) alle ore 19,30 incontro pubblico NOTRIV organizzato dall'ass. culturale Giovani Mente Attive in collaborazione con la biblioteca Libreria Paideia [https://www.facebook.com/events/892822760787516/]

▶ Venerdì 11 settembre alle ore 18,30 in via de Rossi 9 a Bari, presentazione del libro "L'impatto ambientale del petrolio in mare e in terra", con la presenza dell'autrice la prof.ssa Albina Colella e del Coordinamento No Triv - Terra di Bari, organizzato da Convochiamoci per Bari [https://www.facebook.com/events/955440914519568/]


▶ Sabato, 12 settembre manifestazione #AssediamoRenzi indetta dall'Assemblea Regionale autoconvocata / #AssediamoRenzi del 31 Agosto a Bari. Dalle ore 12 concentramento in via Napoli angolo via Maratona [https://www.facebook.com/events/128807330799956/]


giovedì 3 settembre 2015

18 Settembre: "Siamo NoTriv, quindi antifascisti e antirazzisti."




Non pensiamo che la lotta contro le trivellazioni petrolifere e, più in generale contro ogni devastazione ambientale, possa prescindere dall'abbattimento dell’attuale sistema economico. Il capitalismo sacrifica i diritti di tutti i popoli in nome del profitto di alcuni.

Il cambiamento climatico, la privatizzazione dei beni comuni, la distruzione dei nostri territori, sono facce della medesima medaglia. Modificare i nostri stili di vita e limitare i consumi è certamente importante, ma non basta. Occorre rovesciare il sistema capitalista. Per questo vediamo la battaglia No Triv come un segmento importante di un percorso più grande, che supera i confini asfittici di un’istanza semplicemente ambientalista.

Del resto avversiamo un sistema che mercifica e riduce allo sfruttamento qualsiasi cosa. E la nostra risposta deve essere adeguata.

Parliamo di diritti. Di tutti i diritti. Dei diritti di tutti.

Viviamo in un'Europa che garantisce lo spostamento delle merci, ma non delle persone. Migranti che scappano da guerre, regimi e povertà che non sono altro che il frutto del medesimo sistema.
Per questo, riteniamo che non si possa essere contro le trivellazioni e contemporaneamente contro quelle persone che hanno la sola colpa di essere in difficoltà.
Non si può voler difendere i nostri mari dal pericolo del petrolio e tollerare che vi ci muoiano degli innocenti.

Non si può essere ecologisti e contemporaneamente razzisti tentando di far emergere una pericolosa visione di tipo identitario del territorio, al contrario,
vogliamo che il nostro coordinamento sia inclusivo e aperto, specie in vista della manifestazione del 18 settembre.

Non ci teniamo a stare in piazza, nelle assemblee o persino al bar, con chi crede che i diritti da tutelare siano solo i propri o quelli del proprio territorio, e che sulle proprie pagine facebook condividono link NoTriv e subito dopo porcherie di stampo razzista.

SIAMO NO TRIV, QUINDI ANTIRAZZISTI.


foto di Felisiano Bruni
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mercoledì 26 agosto 2015

Piattaforma Manifestazione Interregionale - 18 settembre 2015 a Bari

La piattaforma della manifestazione interregionale notriv che si terrà il 18 settembre a Bari presso la Fiera del Levante, in concomitanza con la Conferenza delle Regioni del Sud dei Presidenti di Regione. 



Con il decreto “Sblocca Italia” e le nuove concessioni per le ricerche di idrocarburi, il governo Renzi sta lanciando un’offensiva terrificante contro i nostri territori: li sta trasformando in un terreno di conquista privo di qualsiasi regola per le multinazionali del petrolio, pronte a distruggere l’ambiente, rovinare la nostra salute e calpestare i nostri diritti in nome dei propri profitti.
La Puglia ad oggi è una delle regioni nel mirino dei petrolieri. Ben 9, infatti, dei 12 permessi di ricerca iscritti in Gazzetta Ufficiale e rilasciati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare riguardano le nostre coste, dell’Adriatico e dello Ionio.
La stessa fase di prospezione, che vede l’utilizzo della tecnica denominata “Air Gun”, risulta già essere altamente impattante sull'ambiente, con danni alla flora e alla fauna marina, e assolutamente pericolosa considerando che alcuni dei siti scelti dalle multinazionali del petrolio vedono la presenza, nel fondale, di ordigni bellici della seconda guerra mondiale e del conflitto nell’ex – Jugoslavia, come dimostrato dalle mappe nautiche e della Marina Militare.
Lo scempio si abbatterebbe non solo su alcuni dei luoghi più belli e a maggiore vocazione turistica - le Isole Tremiti, Polignano a Mare, Monopoli e l’alto Salento - ma anche più fragili, come Taranto, oggetto da troppi anni di una devastazione ambientale dovuta al capitale.
La retorica, ormai stantia, è sempre la stessa: il petrolio porta ricchezza. Eppure, la distruzione della Basilicata, un territorio ricco di natura e storia, ad opera dei petrolieri, dovrebbe dimostrare più di tante chiacchiere quali siano i veri effetti delle trivellazioni.
Quando in Lucania, venti anni fa, si scoprì il petrolio, tutti i politici locali e nazionali accolsero la novità millantando un arricchimento per la popolazione e un aumento dei posti di lavoro, benefici che evidentemente non ci sono mai stati.
Dopo vent'anni, infatti, la situazione che ci troviamo di fronte è questa: la Basilicata è, secondo i dati dell’Istat, la regione più povera d’Italia con un forte tasso di emigrazione, sono infatti oltre 3.000 i giovani che ogni anni lasciano la propria terra; «Nella sola Val d'Agri, l’area in cui l’attività estrattiva è più intensa, ci sono 8 mila persone tra disoccupati e inoccupati», secondo i dati della CGIL; nell'arco di dieci anni le aziende agricole si sono dimezzate, ci dicono i dati della Confederazione Italiana Agricoltori.
Ad aggravare ulteriormente le condizioni si aggiungono i danni permanenti causati dall'inquinamento che leggiamo in un dato agghiacciante: la Basilicata ha una percentuale di morti per tumore più alta della media nazionale, stando alle fonti fornite dall'Associazione Italiana Registro Tumori.
Inoltre, secondo la Commissione Bicamerale sul Ciclo dei rifiuti, le attività di estrazione hanno prodotto oltre 400 siti contaminati.
Questi dati devono allarmare la Puglia, non solo pensando ad un futuro che non vorremmo mai vivere e contro il quale stiamo lottando, ma perché la Basilicata è già nei fatti il presente di molti pugliesi: il Pertusillo, invaso della Val D’Agri che rifornisce anche l’Acquedotto pugliese, mostra, secondo gli studi della Prof.ssa di Geologia dell'Unibas Albina Colella, una consistente presenza di idrocarburi – oltre i valori consentiti dall'Istituto della Sanità – e addirittura di metalli pesanti derivanti probabilmente dalle sostanze lubrificanti utilizzate per le trivelle.
Di fronte a questo scenario pretendiamo atti forti e concreti. I ricorsi della Regione Puglia e Regione Calabria al TAR del Lazio contro i nuovi premessi di ricerca ci sembrano solamente il minimo indispensabile che entrambe le istituzioni potessero fare. In primis, perché il ricorso non è un atto di indirizzo politico, ma semplicemente una contestazione della procedura amministrativa; in secondo luogo, perché nessuno assicura che il TAR, specialmente alla luce del decreto“Sblocca Italia”, possa esprimersi in maniera favorevole. Del resto, il caso del rigetto del ricorso sulla TAP parla chiaro.Chiediamo, pertanto, un impegno da parte dei consigli regionali - ne sono sufficienti cinque - nell’adozione di una delibera volta a indire un referendum popolare per:
  • l’abolizione dell’art. 35 del “Decreto Sviluppo”, che riguarda i procedimenti in mare entro le 12 miglia, potrebbe bloccare ben 50 nuove concessioni, tra cui le più recenti pugliesi;
  • l’abolizione degli artt. 37 e 38 dello “Sblocca Italia”, che oggi consentono di applicare le procedure semplificate e accelerate sulle infrastrutture strategiche ad una intera categoria di interventi, senza che vengano individuate le priorità e che venga chiarito il "piano delle aree", come previsto dalle leggi vigenti, e senza che si applichi la Valutazione Ambientale Strategica. L’abolizione dei suddetti articoli, inoltre, restituirebbe alle Regioni la competenza sulla Valutazione di Impatto Ambientale, mettendo fine ad un ignobile commissariamento da parte del Ministero dell’Ambiente, volto a facilitare le multinazionali del petrolio.
Purtroppo i tempi sono davvero strettissimi: la dead-line per indire un’eventuale consultazione referendaria nella primavera 2016 è il 30 settembre prossimo. Il governatore Emiliano, dopo settimane di dichiarazioni in cui si esprimeva contrario alle trivellazioni, ha infine chiarito di non avere la reale volontà di fare questo passo. Ha affermato che il “referendum chiesto dalle Regioni apre scontro istituzionale con Governo assai dannoso per tutti” (TW, 16/08/2015). Ne deduciamo che le proposte dei movimenti No Triv darebbero troppo fastidio al governo Renzi e rischierebbero di mettere il governatore in cattiva luce nei confronti del Presidente del Consiglio.
Dinamiche queste di cui a noi interessa davvero poco e dalle quali ci sentiamo completamente estranei. Pretendiamo che la Regione Puglia, assieme alle altre, faccia quanto di propria competenza per tutelare la salute del territorio e delle popolazioni che lo vivono. Di assai dannoso vediamo solo delle scelte politiche che non vanno in questa direzione.
Non vogliamo affatto essere un movimento No Triv “non nel mio giardino”. È per questo che le nostre richieste non riguardano solamente le nuove concessioni sbloccate dal Ministero dell’Ambiente, chiediamo infatti che la regione Puglia revochi immediatamente i permessi concessi all’Eni dall’amministrazione Vendola per il potenziamento della raffineria di Taranto, volto a lavorare il grezzo estratto impunemente dalla zona di Tempa Rossa in Basilicata, pericolosamente vicina, peraltro, ad un’area naturalistica.


Allo stesso tempo siamo preoccupati per le ultime novità che vengono dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Croazia, Montenegro, Albania e Grecia stanno avviando aste pubbliche per il rilascio di concessioni di ricerca e coltivazione idrocarburi nell’Adriatico e nello Jonio. Considerata la natura di questi mari, la loro ridotta dimensione ed il ridotto ricambio di acqua rispetto al mare aperto, anche un solo incidente potrebbe generare un disastro ambientale. E non dimentichiamo la presenza di depositi di ordigni bellici, anche a caricamento chimico, dimostrata dalle nostre osservazioni presentate al Ministero dell’Ambiente. Immaginate cosa accadrebbe se solo una di queste bombe venisse interessata dall’azione dell’Air Gun o di una trivella!


E’ pertanto urgente e indifferibile avviare una consultazione transfrontaliera con tutti i paesi che hanno progetti di sfruttamento delle risorse fossili off-shore!


Convochiamo, insieme alle realtà che hanno condiviso il nostro percorso fatto di assemblee ed incontri informativi, una mobilitazione interregionale il 18 settembre 2015, giorno in cui, presso la Fiera del Levante, si terrà un incontro tra i Governatori di Regione proprio sul tema delle trivellazioni.


Vogliamo che sia una manifestazione aperta, partecipata e costruita dal basso, che non cerchi sterili tavoli, ma ribadisca alle istituzioni regionali che è necessario agire velocemente. Le dichiarazioni cui non seguono azioni concrete resteranno per noi inutili chiacchiere da campagna elettorale. 

Ribadiamo con profonda convinzione che le nostre vite valgono più dei loro profitti.



Adesioni al 17 settembre 2015

Coordinamento NoTriv Terra di Bari
Coordinamento Nazionale NoTriv – Sezione Abruzzo
Coordinamento NoTriv Basilicata
No Trivelle in Sardegna
Garganistan Movement NoTriv
Coordinamento NoTriv Lombardia
Comitato Popolare No Trivelle di Licata Gruppo
NoTriv Salute e Ambiente di Cento
Comitato NoTriv Grassano
Comitato NoTriv di Brindisi Montagna (Pz)
Comitato Molese contro le trivellazioni
RTC Rete Territoriale dei Conflitti - Salento
Comitato Bonifica Molfetta
Osservatorio per la legalità e la difesa del Bene Comune di Giovinazzo
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune – Venezia
Contramianto e Altri Rischi Onlus
Coordinamento Difesa Patrimonio Culturale contro le Devastazioni Ambientali
Comitato No Gasaran Seregnano
Comitato Democrazia e Partecipazione Bordolano
Comitato Popolare “MO’ BASTA” – Potenza
Comitato SS 275
Forum per la tutela della legalità e del territorio Stefano Gioia
Collettivo Libertario Rivoltiamo La Terra
A.B.A.P. – Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi
ISDE – Puglia
FAI – delegazione di Bari
Associazione Ambiente Venezia
Associazione Città Plurale – Matera
Associazione dei giardini storici di Bari
Associazione di promozione sociale M/APP – Mestieri e Arte Popolare Pugliese
Terre del Mediterraneo - Bari
Mordi La Puglia
L’Altra Puglia
Associazione Artemia Salina Margherita di Savoia
Coordinamento NoTriv BAT
Associazione Abruzzo Beni Comuni
Associazione Teramo 3.0
Circolo Arci Carlo Cafiero – Barletta
Masseria dei Monelli APS
Associazione Eugema Onlus
Associazione LIBRIAMOLA
Primalepersone – APP
Club della Canzone d’Autore di Bari
Confederazione Cobas Brindisi
Cobas Scuola Bari
Lista Civica Italiana
Rete Civica Italiana
Altra Puglia
Rivoltiamo la Precarietà
Convochiamoci per Bari
ARCA – Centro di Iniziativa Democratica di Bari
Azione Civile Nazionale
Azione Civile Abruzzo
Sezione Puglia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica
Mediterraneo No Triv
Coordinamento NoTriv Sicilia Sud-Orientale
Ammazza Che Piazza - Taranto
RASPA Rete Associazioni Sibaritide e Pollino per l'Autotutela
Ex-Caserma Liberata - Bari
Stop Trivelle Fasano
Comitato per la tutela delle coste - Monopoli
Associazione Effetto Terra - Bari



foto di Matteo D'Ingeo
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